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Coronavirus, Zaia: “Pronti ad aprire tutto, di fatto il lockdown non esiste più. Chi diffonde notizie false non dovrebbe stare sui social”

Zaia si è scagliato contro “i lazzaroni sui social”, spiegando che ci sono persone che diffondono notizie false sul suo conto: “Questa feccia della società cercheremo di sistemarli tutti pian piano”. Nel frattempo il Veneto spinge per aprire tutte le attività ben prima dell’1 giugno

Di Tiziano Grottolo - 07 May 2020 - 17:56

VERONA. Il bollettino parla ancora di 12 decessi legati coronavirus (1589 i decessi totali, ieri erano stati 17), i dati confortanti però, arrivano dai tamponi circa 9000 in più rispetto a ieri ma con 74 nuovi contagi cioè solo lo 0,82% delle persone sulla quali è stato eseguito il tampone è risultata positiva. Diminuiscono anche le persone ricoverate, 959 (-33) e le terapie intensive (-3), al contempo aumentano i dimessi +44. “Questi dati sono in calo dal 10 aprile” ha commentato il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, numeri che sicuramente fanno ben sperare. Da notare che l'R0 del Veneto si aggira attorno allo 0,3. 

 

Zaia ha poi sottolineato “la volontà di proporre di poter aprire tutto”, in sostanza il punto di vista del Veneto è il seguente: considerando che le attività aperte in questo momento sono molte “e di fatto il lockdown non esiste più” le attività che ancora sono chiuse non inciderebbero particolarmente sulle possibilità di un ritorno dei contagi. “Spero che venga data facoltà alle regioni di poter attivare delle aperture. Per quanto riguarda il Veneto – ha sottolineato – siamo disponibili ad aprire tutto e subito”.

 

Intervenendo su questo tema Zaia si è scagliato contro “i lazzaroni sui social”, in altre parole (piuttosto pesanti) “gentaglia che non avrebbe il diritto di avere un dominio. Sono casi isolati – ha proseguito – ma più di uno si diverte a diffondere materiale su di me totalmente inesistente, questa feccia della società cercheremo di sistemarli tutti pian piano, ma 9 su 10 vengono da me piangendo chiedendo di graziarli”. Parole molte dure, persino fuori luogo se pronunciate durante una conferenza stampa da chi rappresenta il vertice delle istituzioni venete.  

 

Mettendo da parte questa parentesi infelice, Zaia, rispondendo alle domande dei giornalisti, è tornato sulla questione delle riaperture: “Il governo dovrebbe prendere atto del fatto che c’è eterogeneità a livello nazionale – in pratica l’epidemia ha avuto evoluzioni diverse da regione a regione – pertanto è fondamentale che si deleghino le regioni di provvedere le aperture che ritengono. Bisogna rivedere le posizioni sulle date – ha tuonato Zaia – per noi il 1° giugno rappresenta un’era glaciale”. Il presidente del Veneto dunque chiede di poter riaprire il prima possibile tutte quelle attività che sono ancora chiuse, comprese spiagge e impianti a fune. Anche se per quest’ultimo caso bisognerebbe tenere a mente l’esempio Trentino dove l'incremento dei contagi è stato registrato dopo il grande afflusso di turisti concentrati nelle zone sciistiche.

 

È stato lo stesso presidente del Veneto ad ammettere che “non ci c’è una base giuridica per riaprire”, ergo serve il via libera da parte del governo: “Sulle riaperture deve decidere il governo, la Calabria è andata oltre e ora ha problemi con ricorso al Tar e le diffide dal ministro Boccia”. Infine è stata annunciata una stretta sui runner per obbligarli a non fare attività motoria in luoghi affollati, presto arriverà un provvedimento ad hoc per regolamentare l’attività motoria: “Il podista, che può correre senza mascherina, deve indossarla quando incrocia altre persone, ma non può fare attività fisica in mezzo ai bambini, dove c'è gente” ha concluso Zaia.

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