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Crollano oltre 100 palazzi millenari della città vecchia di Sana'a. Lo Yemen in ginocchio (anche) per le alluvioni

Il centro storico di Sana'a ha assistito al danneggiamento di migliaia di edifici, in molti casi millenari e iscritti dalla fine degli anni '80 tra i beni patrimonio dell'Unesco. Le pesanti alluvioni che hanno colpito il Paese si sommano così ad una situazione già drammatica, tra fame, miseria e una guerra civile che dura dal 2014

Pubblicato il - 11 agosto 2020 - 11:00

TRENTO. Non c'è proprio pace per lo Yemen, Paese posto al fondo della Penisola arabica dove dalla fine del 2014 infuria una violenta guerra civile, colpito nelle ultime ore da corpose precipitazioni. Da oltre un mese oggetto di piogge torrenziali, il complesso degli straordinari edifici di Sana'a, la capitale, è collassato, causando il crollo di oltre 100 palazzi millenari.

 

Il centro storico della capitale yemenita, iscritto già nel 1986 alla lista dei beni patrimonio dell'Unesco, ha assistito al crollo di diversi tetti e al collasso di alcuni edifici. Costruiti con il mattone di fango essiccato, questi palazzi rappresentano un unicum sul pianeta. Risalenti in alcuni casi addirittura all'XI secolo, sono stati inseriti dall'Unesco tra i siti in pericolo a causa degli scontri che, come detto, infuriano nel Paese dal 2014.

 

Lo Yemen, infatti, dal 2014 rappresenta un importante teatro di una guerra civile, dove oltre alla divisioni interne giocano un ruolo importante le potenze regionali (Iran, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti), intervenute o direttamente o per procura per sostenere alcune parti in causa. Attualmente il nord del Paese, compresa Sana'a, rimane sotto il controllo dei ribelli Houthi, mentre la capitale riconosciuta internazionalmente è Aden, città posta sul golfo a cui dà il nome.

 

Le precipitazioni, decisamente fuori norma, hanno causato oltre ai danni alle importanti costruzioni del centro storico di Sana'a, numerose vittime, in entrambi i territori yemeniti. Le alluvioni, di contro, si sommano ad una situazione già drammatica, giudicata dalle Nazioni Unite come la più grave crisi umanitaria del pianeta.

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