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Da Pinzolo il ricordo di Giorello: “Pochi giorni fa si era sposato online con la sua compagna, un gesto d’amore stupendo”

Il filosofo e matematico è scomparso il 15 giugno, pochi giorni fa le nozze online con la compagna Roberta. Giacomini: “Un gesto d’amore stupendo. Giulio mi chiamava affettuosamente bonobo, insieme abbiamo passato tantissime serate stupende. Ultimamente mi aveva fatto preoccupare con un messaggio dove si congedava, in estate sarebbe tornato a Pinzolo per ricevere le chiavi della città”

Di Tiziano Grottolo - 16 giugno 2020 - 11:57

PINZOLO. Il filosofo Giulio Giorello è scomparso ieri, 15 giugno all’età di 75 anni, lasciando un grande vuoto sia nel mondo della scienza che in quello della cultura, Giorello infatti era un intellettuale a 360 gradi come non ne esistono molti.

 

“Ci conoscemmo tramite l’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti e attraverso i Laici trentini per i diritti civili – ricorda Alessandro Giacomini per 10 anni segretario dei laici – da lì nacque una grande amicizia e con Giorello riuscivamo a incontrarci almeno 3 o 4 volte l’anno, spesso mi raggiungeva a Pinzolo”.

 

Un’amicizia durata negli anni, tanto che il filosofo arrivava spesso in Trentino ospite del vulcanico Giacomini, innumerevoli le cene in compagnia e pure il Capodanno festeggiati assieme: “Mi aveva affettuosamente soprannominato bonobo delle Dolomiti, come il primate famoso per la sua socievolezza”. Una specie di scimmie nota fra le altre cose per essere fra le poche a praticare il cosiddetto bacio alla francese.

 

Una personalità quella di Giorello caratterizzata dall’ironia: “Mi piaceva moltissimo passare il tempo con lui – prosegue – Giulio non ha mai voluto essere un personaggio, recitare la parte, eppure è sempre stato un punto di riferimento per tantissimi intellettuali, volti noti della Tv e politici, ricordo anche una telefonata del presidente della Repubblica”. Giacomini però non vuole svelarci quale “è rimasto una persona semplice animata da una curiosità incredibile”.

 

Giacomini e Giorello hanno condiviso la passione comune per i fumetti “gli piaceva leggere Tex Willer e Topolino, su quest’ultimo scrisse anche un libro ‘La filosofia di Topolino’, spesso mi raccontava aneddoti davanti a un bicchiere whisky o a una birra”. Giorello avrebbe dovuto ricevere le chiavi di Pinzolo come riconoscimento onorario, l’evento però era stato posticipato a causa del lockdown e il filosofo era atteso tra luglio e agosto. “Sabato scorso mi ha scritto ‘ciao bonobo’ un messaggio che mi ha fatto capire che qualcosa non andava”.

 

Il filosofo alcuni mesi fa aveva contratto il coronavirus ma era riuscito a guarire, purtroppo però alcuni giorni dopo essere stato dimesso le sue condizioni sono peggiorate. “Mi era stato proposto di fargli da testimone per le nozze – racconta Giacomini – ma alla fine per questioni di tempo ha optato per celebrare la funzione online, un gesto d’amore stupendo”. Giorello ha sposato la compagna Roberta Pelachin.

 

“Una delle frasi di Giorello che mi sono rimaste impresse nella memoria è quando mi disse: ‘Perché farsi pagare per una passione?’, ecco questo descrive meglio di tante parole ciò che era Giulio, la sua disponibilità, la sua semplicità e la sua intelligenza e soprattutto la sua curiosità. Ho conosciuto molte persone – aggiunge Giacomini – ma Giorello è sicuramente tra i più grandi pensatori a livello mondiale, la sua presenza era richiestissima e lui era in grado tanto di rivolgersi a una classe delle elementari quanto a un pubblico di intellettuali. Stando con lui capivi quanto c’è da imparare, Giulio mi mancherà tantissimo”.

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