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Dietro l'aspetto mite di un cameriere d'albergo si nascondeva un violento rapinatore, rintracciato a Castelrotto criminale slovacco

L'uomo aveva scelto una località isolata e tranquilla per la sua latitanza nonostante su di lui pendesse un mandato di cattura internazionale. Al momento dell'arresto non sospettava di essere stato scoperto: ha aperto la porta ai carabinieri in ciabatte e accappatoio

Pubblicato il - 06 giugno 2020 - 11:29

CASTELROTTO. Nessuno poteva immaginare che dietro il mite cameriere di un noto albergo della zona di Castelrotto si nascondesse, in realtà, un pericoloso criminale sfuggito alla giustizia, il cui modus operandi si era caratterizzato per l'uso di una grande violenza e di armi da fuoco

 

Si era rifugiato tra le valli altoatesine P.H., slovacco classe 1985, che, dopo aver commesso diverse rapine caratterizzate da un notevole tasso di violenza in Slovacchia, era fuggito rendendosi irreperibile. La polizia slovacca della città di Banská Bystrica, una città di quasi 80.000 abitanti nel centro del Paese, era risalita all'autore di due di questi fatti delittuosi avvenuti nella cittadina a giugno e novembre 2018. In quella di novembre l'uomo aveva aggredito la commessa di un alimentari, in quella di giugno aveva puntato una pistola contro un commesso di un locale pubblico.

 

Riconosciuto colpevole dall’autorità giudiziaria slovacca, all’inizio di quest’anno per lui è scattato un mandato di cattura europeo, che ha trovato esito grazie alla rapida azione dei carabinieri della compagnia di Ortisei. Con una mirata e rapida attività d’indagine, i carabinieri sono riusciti a individuare la posizione del fuggitivo e arrestarlo all’interno della sua abitazione. A nulla sono valsi gli sforzi per sottrarsi alla giustizia nonostante avesse scelto una sistemazione isolata e poco appariscente per la sua latitanza.

 

L'uomo, infatti, è stato colto completamente alla sprovvista dall’intervento dei militari dell’Arma, ai quali ha aperto la porta di casa in accappatoio credendoli impiegati delle poste. Resosi conto dell’ormai ineluttabilità della cattura, ha ammesso di essere chi cercavano le forze dell'ordine e ha deciso di seguire i militari che, dopo le operazioni di foto-segnalamento, lo hanno affidato all’istituto penitenziario di Bolzano, dove ora attende l’estradizione verso la Slovacchia, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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