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Dolomiti Energia e altre 12 società nel mirino dell’Antitrust: “Voci aggiuntive in bolletta, poca trasparenza e condotte aggressive”

L’Antitrust ha avviato 13 procedimenti istruttori nei confronti delle società fornitrici di energia elettrica e gas, fra queste anche la trentina Dolomiti Energia. Secondo l’Autorità Garante alcune società avrebbero volutamente occultato delle informazioni impedendo ai consumatori di rendersi conto dell’effettivo costo di una bolletta

Pubblicato il - 09 ottobre 2020 - 13:28

TRENTO. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato 13 procedimenti istruttori nei confronti di altrettante società che lavorano nel settore energetico per via, o almeno questa è l’accusa, di una mancanza di trasparenza nell’indicazione delle condizioni economiche di fornitura di energia elettrica e gas sul mercato libero.

 

Nel mirino dell’Antitrust sono finite: Enel Energia, Optima, Green Network, Illumia, Wekiwi, Sentra, Olimpia-Gruppo Sinergy, Gasway, E.On, Axpo, Audax, Argos e la trentina Dolomiti Energia. L’analisi delle principali offerte commerciali sul mercato libero proposte dalle società avrebbe rivelato l’esistenza di diverse criticità per quanto riguarda le informazioni rese in ordine alle voci che concorrono alla formazione del prezzo complessivo dell’energia elettrica e del gas, comprensive di oneri che, una volta riportati in bolletta, vengono posti a carico dei consumatori.

 

In particolare risulterebbe che, prima della sottoscrizione di un contratto, gli utenti non siano adeguatamente informati dell’esistenza di alcune voci di costo aggiuntive al prezzo della componente energia, con la conseguenza che, solo con la consegna della prima bolletta, le persone si rendono conto degli effettivi costi delle forniture di energia elettrica e gas applicati da queste imprese. Costi che ovviamente risultano superiori alle attese.

 

In molti casi gli oneri di commercializzazione non sono indicati nel loro esatto ammontare oppure alcuni oneri previsti dal contratto non trovano fondamento in una corrispondente attività. Talvolta invece altre voci di costo risultano impropriamente addebitate agli utenti in caso di recesso anticipato, a titolo di penale o sotto forma di storno dei bonus concessi per incentivare l’adesione alle offerte commerciali.

 

Con l’avvio di questi procedimenti, l’Autorità intende accertare l’esistenza di condotte relative alle offerte di fornitura dell’energia elettrica e del gas sul mercato libero che contrastino con le norme del Codice del Consumo, nei casi in cui le condizioni economiche prospettate nella documentazione contrattuale o promozionale da parte dei vari operatori del settore risultino ingannevoli, inadeguate o omissive. L’indagine riguarda anche quelle che vengono definite “condotte aggressive” in particolare laddove vengono previste delle penali in caso di recesso o si applichino costi per servizi non resi: "Tali comportamenti - riporta l'antitrust - potrebbero integrare anche una condotta non diligente, in violazione dell’articolo 20 del Codice del Consumo".

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