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Dormiva nel capannone anche d’inverno, poi la segnalazione che lo ha “liberato”: “Ho passato 8 mesi d’inferno”

Era impiegato fino a 12 ore giorno per pochi euro alla settimana, lavoratore in nero soccorso dalla guardia di finanza: “Sono senza un euro ma sono sollevato. Se il futuro mi preoccupa? Certo, ma almeno ora posso affrontarlo a testa alta”

Di Tiziano Grottolo - 21 settembre 2020 - 05:01

ROVERETO. Una brandina, una coperta, un cuscino e solo uno scaldabagno per proteggersi dal freddo dell’inverno è tutto qui quello su cui poteva fare affidamento Muhammad, il nome è fantasia per proteggere la sua identità, 41enne di origine tunisina lavoratore in nero di una ditta di Rovereto. Lo scorso giovedì, 17 settembre, la guardia di finanza si era presentata ai cancelli dell’azienda scoprendo il lavoratore senza contratto (QUI l’articolo). Un intervento liberatorio per Muhammad: Sono senza un euro ma sono sollevato, perlomeno non tornerò più in quel maledetto posto a dormire”.

 

Per il 41enne è stato un anno molto duro: prima il licenziamento da cameriere perché con il lockdown non si lavorava più, poi l’inizio di questo calvario. “Sono stati 8 mesi d’inferno, venivo pagato soltanto 200 euro al mese che dovevano bastarmi per tutto. Iniziavo a lavorare intorno alle 7 e talvolta finivo anche dopo le 21”. Stando a quanto riferito dallo stesso Muhammad il lavoro era molto duro, fino a 12 ore al giorno, impiegato in diverse mansioni dal muratore in cantiere al giardinaggio, passando per la custodia del capannone una volta finito il turno. Su per giù si tratterebbe di circa 50 centesimi all’ora, 6,70 euro al giorno.

 

“Il bagno era in un altro capannone – racconta l’uomo – c’era un gabinetto e un tubo per sciacquarsi. Per un certo periodo avevo anche una compagna ma poi ci siamo lasciati perché non riuscivo a portare a casa abbastanza soldi. Ho chiesto un contratto e più denaro ma in cambio ho ricevuto solo promesse”.

 

Eppure le cose non sono sempre andate male, Muhammad è arrivato in Italia 18 anni fa trovando lavoro in una ditta che si occupava dell’imballaggio della carta per conto delle Cartiere del Garda. Poi però sono arrivate la crisi del 2008 con la successiva recessione e così ha perso il lavoro. “Mi spostavo dove riuscivo a trovare un impiego, parlo 4 lingue così ho trovato occupazione nel settore della ristorazione. Prima del lockdown lavoravo in un albergo con ristorante, vivevo in un bungalow per il personale con tutti i comfort di un’abitazione”.

 

Dopo il blitz della guardia di finanza il 41enne, ovviamente, ha perso anche questo impiego ma grazie a un avvocato, che lo assiste gratuitamente, è riuscito a farsi pagare dall’ex datore di lavoro alcuni giorni in albergo: “Dopo molto tempo ho potuto farmi una doccia calda, ora un amico mi ha prestato alcuni soldi per prolungare il mio soggiorno, nel frattempo ho fatto domanda alla Caritas ma tutti i posti sono occupati. Se il futuro mi preoccupa? – commenta Muhammad – certo, ma almeno ora posso affrontarlo a testa alta”.

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