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Dramma alle cascate di Fanes, forti correnti e portata proibitiva: si cerca ancora l'uomo trascinato via dall'acqua. Emerse una giacca e una scarpa

L'uomo si trovava con la moglie in località Ponte Alto a Cortina dove inizia il giro, si era incamminato lungo la ferrata Giovanni Barbara per andare a vedere le cascate. A lanciare l'allarme alcuni escursionisti che, dal Belvedere sul versante opposto, l'avevano visto cadere dal sentiero e finire nella vasca senza riemergere dopo una caduta di circa 60 metri

Pubblicato il - 15 August 2020 - 20:04

CORTINA. Sono purtroppo ancora senza esito le ricerche dell'escursionista romano scomparso ieri, venerdì 14 agosto, nelle acque delle cascate di Fanes, le forti correnti e la portata proibitiva non hanno, infatti, permesso l'ispezione dell'intera vasca (Qui articolo).

 

L'uomo si trovava con la moglie in località Ponte Alto a Cortina dove inizia il giro, si era incamminato lungo la ferrata Giovanni Barbara per andare a vedere le cascate.

 

A lanciare l'allarme intorno alle 13.30, alcuni escursionisti che, dal Belvedere sul versante opposto, l'avevano visto cadere dal sentiero e finire nella vasca senza riemergere dopo una caduta di circa 60 metri.

Immediato l'arrivo delle unità del soccorso alpino di Cortina e del Gruppo forre del soccorso alpino e speleologico Veneto, così come dei vigili del fuoco con il nucleo Saf, dei soccorritori del Sagf e dei carabinieri.

 

Un primo tentativo di controllo nella vasca - oltre 10 metri di diametro per 8 metri di profondità - era stato fatto già ieri, ma l'elevato rischio di essere risucchiati dalle correnti per chi si immerge ha fatto subito rientrare i tecnici.

 

E' stato perlustrato il greto del torrente Fanes e l'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano ha sorvolato l'area fino al Boite. Il soccorso alpino di Cortina ha poi posizionato due reti sotto la vasca, da cui nel pomeriggio erano emerse una giacca a vento e una scarpa, mentre i vigili del fuoco hanno presidiato tutta la notte il ponte in località Pian de Loa.

Alle 8 di questa mattina, sabato 15 agosto, ai soccorritori presenti dall'alba si sono affiancati due speleosub del soccorso alpino e speleologico Veneto e i sommozzatori dei vigili del fuoco, che si sono immersi, questi ultimi, nella porzione dove la corrente lo ha permesso con l'assistenza dei soccorritori, costretti però a rinunciare perché troppo pericoloso.

 

Il gruppo forre ha ispezionato tutto il corso d'acqua a valle della vasca, dove resterà attivo un presidio per monitorare costantemente il torrente. Nella giornata di domenica 16 agosto verranno valutate nuovamente le condizioni della portata della cascata, per capire se sarà possibile rientrare in acqua, e verrà utilizzata una videocamera subacquea per cercare di visionare la pozza. Sul posto anche oggi Sagf e carabinieri. 

 

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