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Fermato per spaccio grida di avere il Covid e rischia anche la denuncia per epidemia colposa. Alla fine è negativo e risponderà anche di procurato allarme

Il 39enne gambiano è stato fermato in Piazza Dante mentre consegnava della marijuana a un cittadino italiano, anche lui bloccato dagli agenti. Poi, però, in questura è scoppiato il parapiglia. Ecco cosa è successo

Pubblicato il - 28 ottobre 2020 - 11:00

TRENTO. Ha cercato di spaventare gli agenti dicendo loro che aveva il Covid e mostrando anche un certificato medico che doveva in qualche modo confermare quanto diceva. Gli agenti, però, lo hanno arrestato lo stesso per spaccio e hanno poi contattato l'Azienda sanitaria per sapere se davvero l'uomo era risultato positivo al tampone. In quel caso si sarebbe beccato anche una denuncia per epidemia colposa. A risposta negativa dell'Apss, però, si è proceduto comunque a testarlo per arrivare alla conferma che il gambiano era negativo e quindi per lui, oltre la denuncia per spaccio di sostanze stupefacenti è scattata anche quella per il reato di procurato allarme

 

I fatti sono accaduti lunedì pomeriggio quando il personale del Nucleo civico della Polizia locale in sinergia con agenti dell'Unità operativa criminalità diffusa della squadra mobile della polizia - durante il controllo del territorio presso le aree limitrofe a Piazza Dante - notavano un soggetto di origini centroafricane che consegnava qualcosa ad un cittadino italiano che a sua volta gli dava del in cambio del denaro. Insospettiti, gli agenti si avvicinavano ma, nonostante fossero in abiti borghesi, l'extracomunitario li riconosceva e cercava di allontanarsi correndo verso la la stazione dei treni.

 

Con un'azione congiunta gli operatori delle due forze di polizia fermavano sia il presunto acquirente che, dopo un breve inseguimento, il presunto spacciatore che aveva gettato a terra un pacchetto di tabacco, subito recuperato. Una volta fermato, si accertava che all'interno del pacchetto erano presenti circa 18 grammi di marijuana e una modica quantità di hashish. L'italiano consegnava agli agenti poco meno di due grammi di marijuana che confermava di aver appena acquistato dal soggetto appena fermato.

 

L'extracomunitario, privo di documenti di identità, veniva condotto in questura per essere fotografato per l'identificazione e perquisizione, in quanto nonostante le richieste degli agenti asseriva di non avere denaro. Nel tentativo di sottrarsi alla perquisizione dichiarava di essere positivo al Covid 19 in quanto sottoposto ad un tampone pochi giorni prima ed esibiva alcune documentazioni mediche, sperando di spaventare gli agenti e dissuaderli dal loro intento. Gli agenti operanti - dopo essersi muniti dei necessari dispositivi di protezione individuali ed essersi autoisolati in una stanza della Questura per evitare precauzionalmente di avere contatti con altre persone - effettuavano comunque la perquisizione, rinvenendo 65 euro che venivano poste sotto sequestro come presunto provento di spaccio.

 

Nel contempo contattavano l'Azienda Sanitaria per avere conferma delle dichiarazioni del soggetto, che gli sarebbero valse un'ulteriore denuncia per epidemia colposa e soprattutto per avviare un'eventuale profilassi di quarantena per gli operatori che avevano avuto contatti stretti con il soggetto. Nella banca dati delle persone in quarantena non risultava il nominativo dell’extracomunitario, ma stante l'attuale situazione emergenziale lo stesso veniva condotto con le dovute precauzioni presso il Pronto Soccorso del S. Chiara dove veniva sottoposto ad un test rapido, dal quale emergeva che il soggetto risultava negativo al Covid 19 e che non era mai stato sottoposto a tampone. Oltre alla denuncia per spaccio di sostanza stupefacenti il cittadino gambiano di 39 anni veniva quindi anche segnalato all'Autorità Giudiziaria per il reato di procurato allarme.

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