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Ghezzi presenta il suo ''Fugatti Covid Show, Un libro Bianco per smascherare la propaganda pandemica del presidente della Provincia di Trento''

Il consigliere provinciale di Futura ha raccolto in oltre 200 pagine articoli di giornale, delibere, interrogazioni e ogni dettaglio che ha riguardato questi mesi di emergenza soffermandosi sui metodi comunicativi adottati dal presidente: ''In questi tre mesi ha occupato manu militari tutti gli spazi possibili cavalcando il Covid per far crescere la sua popolarità''

Di Luca Pianesi - 06 giugno 2020 - 19:38

TRENTO. ''Il risultato è stato da 9 perché è riuscito a gonfiare la sua popolarità. Che, poi, abbia dimostrato di essere bravo, qui dico di no. In queste conferenze è emerso come sia poco empatico. Non è un leoncino o un torello, è un pesce un po' freddino. Io credo che gli piaccia stare in mezzo alla gente ma fino a un certo punto e quel dialetto che sfodera ogni tot frasi serve proprio a mettersi sul piano del popolo, è un colloquiale che utilizza per quello, ma che abbassa anche il livello istituzionale di quanto dice''. Paolo Ghezzi prima di essere un politico è stato una delle firme più importanti del giornalismo trentino. Già direttore del quotidiano l'Adige autore di diversi libri, tra i quali varie pubblicazioni su La Rosa Bianca e la resistenza al nazismo, Ghezzi ha presentato, rigorosamente in videoconferenza, la sua ultima pubblicazione che mette insieme vecchie e nuove passioni recuperando la scrittura per raccontare quanto la politica fugattiana ha fatto (soprattutto sul piano comunicativo) e non ha fatto (soprattutto sul piano amministrativo e gestionale). L'opera si chiama ''Fugatti Covid Show, Un libro Bianco per smascherare la propaganda pandemica del presidente della Provincia di Trento'' e si troverà online da martedì 9 giugno sul sito paologhezzi.tn.it e sul sito futuratrentino.it

 

''E' un lavoro che nasce dal fatto che nella vita precedente facevo il giornalista - ha spiegato il consigliere provinciale di Futura - e quindi sono stato particolarmente interessato alle modalità di comunicazione scelte da Fugatti per affrontare la pandemia. Il libro si basa sulle cronache, sui documenti, sulle interrogazioni e sugli articoli giornalistici di questi mesi ed ha lo scopo di dire, finita l'emergenza, che l'autonarrazione del presidente della Giunta come eroe che ci ha salvato dal Covid sia in realtà profondamente incompleta. Una narrazione buona per quelle conferenze senza stampa alle quali ci ha, purtroppo, abituato ma che omette i dati drammatici che hanno riguardato il Trentino e che ho ritenuto importante sottolineare, tenendone una traccia per la memoria futura''.

 

L'opera, che contiene anche molti articoli de il Dolomiti e che vede citate le persone che trovate qui sotto ''parte da un prologo con un Fugatti che godeva di una popolarità mediocre, a febbraio, e da una fase un po' stanca della sua comunicazione e arriva alla fase finale del Covid dove questa sua popolarità esplode arrivando a superare i 40.000 follower sui social. Di questo non gliene faccio una colpa e non gli faccio una colpa nemmeno per l'alto livello di contagi e di decessi che ha contraddistinto il Trentino. Ma ha una precisa responsabilità per aver cavalcato il Covid con la sua narrazione e io sono convinto che lui lo abbia fatto lucidamente. Che abbia deciso di riempire un vuoto perché la pandemia ha fatto un vuoto di relazioni, di contatti fisici, di scelte con tre mesi di blackout quasi totale. Lui in questi tre mesi ha occupato manu militari tutti gli spazi possibili. Ha imposto il corpo del governatore, del pandemista propagandista. Nei primi due mesi di epidemia ho calcolato che è stato più di 100 ore in video sui social mentre alle opposizioni ha dedicato 4 ore. E non ha fatto chissà che servizio. Kompatscher ha fatto meno della metà delle conferenze stampa di Fugatti ma ha informato meglio e in maniera più completa su tutti i dati''.

 

E su questo non si può non dare ragione a Ghezzi. Volete un esempio? Questo il comunicato stampa della Provincia di Bolzano di ieri e questo quello della Provincia di Trento: da notare la differenza di dati, contenuti, analisi da parte dei due territori. ''Il problema è che queste conferenze stampa senza stampa stanno continuando - continua Ghezzi - e si sta creando un vero problema per la qualità della nostra democrazia. Conferenze, di fatto, senza giornalisti: è la strategia dei demagoghi e populisti, si salta il feedback della stampa e si apre ai cittadini. Abbiamo visto di tutto, come in uno show, dal titolare del Gruppo Paterno al vescovo, quanti più testimonial possibile per dimostrare che la provincia faceva tutto pur non dicendo mai davvero la verità''. 

 

 

Elenco dei nomi citati nel testo

 

AA (albergatrice anonima del Primiero)

Alberti Casellati Maria Elisabetta

Alotti Walter

Andreatta Roberto

Andreaus Michele

Andreazza Luca

Arturo, da Cannaregio

Azzolina Lucia

Baldessari Giuliano

Barbacovi Paolo

Bassi Davide

Battaiola Gianni

Beccaria Cesare

Bernardi Gios

Betta Alessandro

Bezzi Michele

Bisesti Mirko

Boccia Francesco

Bonetti Elena

Bordon Paolo

Bort Giovanni

Bottacin Gianpaolo

Bozzaotre Maurizio

Braus Daniele

Breigheche Aboulkheir

Brusaferro Silvio

Bucchi Massimiano

Burgmann Rosmarie

Buriani Claudio

Burioni Roberto

Capua Ilaria

Casalinga di Borghetto

Casalini Simone

Cattani Piergiorgio

Cavada Gianluca

Ceschini Elena

Ciech Manuel

Coelli Diego

Colò Lorenza

Conte Giuseppe

Coppola Lucia

Cordellini Ubaldo

Corradini Mirko

Crisanti Andrea

Cristan Andrea

Dalfabbro Claudio

Dallapiccola Michele

Damaggio Marika

De Battaglia Andrea

De Col Raffaele

Degasperi Filippo

De Gasperi Alcide

De Laurentis Roberto

Demagri Paola

De Micheli Paola

Depaoli Giorgia

de Battaglia Andrea

Derrida Jacques

Diamanti Ilvo

Faggioni Manuela

Failoni Roberto

Fait Ilaria

Faustini Alberto

Ferro Antonio

Fico Roberto

Fin Giuseppe

Fontana Attilio

Francesco, papa

Franco Massimo

Fugatti Maurizio

Galli Massimo

Gerosa Francesca

Gianotti Fabiola

Girelli Silvia

Golfo Lella

Governatori del centrodestra

Grosselli Andrea

Grottolo Tiziano

Gruber Lilli

Guarnieri Nicola

Heidegger Martin

Kaswalder Walter

Kompatscher Arno

Ianeselli Franco

Ioppi Marco

Jori Francesco

Leveghi Davide

Lombardi Sandro

Lunelli Matteo

Luisi Fabrizio

Manica Alessio

Mantovan Paolo

Manzoni Alessandro

Marchesoni Nicola

Marini Alex

Marro Stefano

Masè Romano

Mattarella Sergio

Matteotti Lucio

Maule Chiara

Megalizzi Antonio

Meloni Giorgia

Merler Stefano

Mezzani Federica

Micheletto Paolo

Nava Enrico

Niccolini Patrizia

Nyro Laura

Orwell George

Ottobre Mauro

Pagnoncelli Nando

Pallanch Giuseppe

Paoli Nicola

Parolari Francesca

Parolari Giuseppe

Pasqualini Guido

Paterno Mirco

Pedrotti Daniel

Pedrotti Giampaolo

Petermaier Luca

Pianesi Luca

Poggio Barbara

Pradi Andrea

Pregliasco Fabrizio

Proust Marcel

Ravagni Andrea

Rolando Stefano

Ronaldo Cristiano

Rossi Ugo

Rullo Giovanni

Ruscitti Giancarlo

Rusconi Gian Enrico

Saiani Marco

Sala Beppe

Salvini Matteo

Sebastiani Giovanni

Sega Milena

Segnana Stefania

Sgarbi Vittorio

Speranza Roberto

Stella Roberto

Tancredi Alan

Tisi Lauro

Todeschi Bruna

Todesco Patrizia

Trimarchi Gaetana

Vaudo Ersilia

Vergara Giuseppe

Von der Leyen Ursula

Zaia Luca

Zanella Paolo

Zaninotto Enrico

Zanotelli Giulia

Zeni Luca

Zeni Maurizio

Zuckerberg Mark

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