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Guariti dal Covid lamentano stanchezza cronica e difficoltà respiratorie. L'Apss: ''Li stiamo seguendo''. Cozzio: ''Alcuni hanno cicatrici polmonari molto estese''

Anche in Trentino alcuni pazienti guariti dal coronavirus ora devono fare i conti con diverse complicazioni che intaccano i polmoni e il sistema nervoso. Il direttore generale di Apss: “Abbiamo attivato un sistema di follow-up per seguire le persone che hanno sviluppato problemi respiratori, stanchezza cronica e altre sintomatologie”. Gli studi sono ancora agli inizi ma il timore è che alcuni danni possano essere permanenti

Di Tiziano Grottolo - 10 ottobre 2020 - 05:01

TRENTO. Stanchezza cronica, malessere diffuso, tosse, insonnia, perdita di gusto e olfatto ma anche difficoltà respiratorie sono questi alcuni dei sintomi emersi nei pazienti guariti dal coronavirus. Per certe persone infatti, un doppio tampone negativo non equivale a liberarsi da tutti i sintomi della malattia tanto che in campo sanitario si inizia a parlare di “sindrome da post Covid”. Situazioni simili si sono verificate anche in Trentino, come conferma Pier Paolo Benetollo, direttore generale, pro tempore, dell’Apss: “Può capitare che una minoranza di persone che hanno sviluppato la patologia, in particolare quella con maggior impegno respiratorio, sviluppino dei sintomi dopo la guarigione”. In sostanza i pazienti che hanno sviluppato le forme più gravi della malattia sono anche quelli più a rischio di avere in futuro delle complicazioni.

 

“Di concerto con la direzione sanitaria abbiamo stabilito un programma di follow-up per seguire i pazienti dimessi”, aggiunge Susanna Cozzio direttrice dell’Unità operativa di medicina interna dell’ospedale Covid di Rovereto. L’obiettivo è quello di capire cosa succede a distanza di tempo perché, nonostante gli studi scientifici sul tema siano ancora pochi, il problema esiste e per alcuni può avere anche conseguenze serie. Inevitabilmente il Covid colpisce soprattutto l’apparato respiratorio – prosegue Cozzio – a distanza di mesi abbiamo eseguito una tac su alcuni pazienti, in particolare abbiamo controllato quelli che avevano avuto gravi insufficienze respiratorie, polmoniti o che erano dovuti ricorrere al supporto tramite ventilazione”.

 

I risultati raccolti da Apss sono sicuramente interessanti: se la maggior parte dei pazienti guarisce e mostra un buon recupero dalla malattia ce n’è una certa percentuale (al momento non esiste un dato quantitativo ma è comunque un numero rilevante) che sviluppa dei danni strutturali ai polmoni, di tipo cicatriziale. “Si tratta di cicatrici molto estese – riporta la direttrice dell’Unità operativa di Rovereto – che provocano difficoltà respiratorie”.

 

Affianco ai problemi respiratori, le persone che hanno contratto il virus, possono manifestare danni al sistema nervoso periferico come dolori neuropatici agli arti inferiori. Altre volte la malattia intacca il sistema nervoso centrale provocando la perdita protratta del gusto e anche dell’olfatto. Fra le conseguenze indirette della malattia, soprattutto in chi ha subito una lunga degenza in ospedale, c’è la perdita di massa muscolare, in quel caso è necessario attivarsi con la fisioterapia perché i pazienti più anziani possono incontrare delle difficoltà a camminare. Da non sottovalutare anche i risvolti psicologici: alcune persone soffrono di insonnia e stati d’ansia dovuti all’isolamento e alla paura di morire.

 

Il fatto è che trattandosi di una malattia “giovane” medici e sanitari si muovono su un terreno inesplorato: “Abbiamo una finestra di osservazione di soli 6 mesi – commenta Cozzio – dal punto di vista clinico è fondamentale comprendere quali sono le criticità che si possono sviluppare in seguito alla malattia. Alcuni danni ai polmoni potrebbero anche essere permanenti, ma per il momento non possiamo stabilirlo con certezza”.

 

Nel frattempo l’azienda sanitaria ha costruito un gruppo di lavoro ad hoc per seguire i pazienti che sono guariti dal Covid valutandone il recupero dalla malattia. Come chiarisce Benetollo: “Chi, dopo essere guarito dal Covid, lamenta problemi respiratori, stanchezza cronica e altre sintomatologie viene preso in carico dall’Azienda sanitaria che accompagna queste persone con vari test per poter verificare l’eventuale evoluzione della patologia e prendere provvedimenti che possono servire per minimizzare queste complicanze”. Ovviamente Apss sta concentrando gli sforzi verso quelle persone che presentano complicazioni respiratorie a lungo termine. “Queste sono le situazioni che ci preoccupano di più – afferma Benetollo – e proprio per questo le stiamo monitorando con la dovuta attenzione”.

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