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Ha una rara malattia e si laurea a Trento con 110 e lode: Emma ora vuole diventare ricercatrice e trovare una via di guarigione per chi soffre del suo stesso male

Emma Della Libera ha 22 anni, è trevigiana, e soffre di Atassia di Friederich, una malattia neurologica degenerativa per cui ad oggi non esistono cure. Si è laureata a Trento con un testa in inglese 

Pubblicato il - 06 October 2020 - 16:42

TRENTO. Non si arrende davanti a nulla ma guarda avanti e vuole trovare una cura per la malattia che ha colpito lei e altri per la quale fino ad oggi non si è ancora riusciti a trovare una terapia.

 

Emma Della Libera ha 22 anni, è trevigiana, e soffre di Atassia di Friederich, una malattia neurologica degenerativa per cui ad oggi non esistono cure. La sua storia è stata raccontata dal governatore veneto Luca Zaia perché Emma, ha deciso di non abbassare la testa né davanti alla sua patologia né all'assenza di terapie: si è infatti appena laureata con 110 e lode in Scienze e Tecnologie Biomolecolari a Trento.

 

Un percorso formativo non semplice e la tesi che ha presentato è interamente in inglese. Il suo obiettivo è quello di diventare ricercatrice e trovare una via di guarigione per chi soffre del suo stesso male.

 

I primi sintomi a Emma sono arrivati quando aveva 12 anni e vengono riconosciuti come Atassia di Friedreich. I primi disturbi sono stati il tremore alle mani quando scriveva, l'incapacità di coordinare la mano destra e la sinistra al pianoforte, l'andatura irregolare e le frequenti cadute.
 

Zaia nel posto fatto su Facebook riposta le parole della neo laureata. "Il giorno della diagnosi - dice Emma - mi sono fatta una promessa: non mi sarei lasciata abbattere ma anzi, avrei lottato con tutte le forze per vincere il mio nemico. E così ho iniziato a studiare, per sapere tutto di questa patologia".

 

La sua tesi contiene la trascrizione delle informazioni contenute nel gene mutato che è causa della sua patologia. E' un’indagine sui possibili nuovi approcci per studiare l’Atassia di Friedreich, ancora poco esplorati ma che potrebbero affiancarsi alle ricerche tuttora in corso e diventare un binario da seguire per raggiungere la cura.

 

 

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