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I vandali distruggono l'installazione contro il tumore al seno. Zaia: "Gesto inqualificabile"

Nella notte tra sabato e domenica dei vandali hanno distrutto contemporaneamente a Belluno e a Conegliano i nastri rosa installati da Lilt e Ados per la lotta contro il tumore alla mammella. Se nel Comune della provincia di Treviso i responsabili sono stati immediatamente individuati, diversa è la questione nel capoluogo bellunese, dove comunque il sindaco Massaro promette di identificarli. Interviene anche il presidente della Regione Luca Zaia: "Un gesto inqualificabile che va oltre il vandalismo"

Di Davide Leveghi - 05 ottobre 2020 - 09:56

BELLUNO. “Genere stupidi”, “l'opera di 4 imbecilli”, “un gesto inqualificabile che va oltre il vandalismo comune”. Non le mandano a dire gli amministratori di Belluno e Conegliano, dopo che nella notte tra sabato 3 e domenica 4 ottobre, dei vandali hanno distrutto i nastri rosa di Lilt, sistemati in Piazza dei Martiri e attorno alla Fontana dei Cavalli in occasione dell'iniziativa “Ottobre in rosa” per la lotta contro il tumore alla mammella.

 

La distruzione dell'installazione nei due Comuni veneti ha perfino suscitato lo sdegno del presidente della Regione Luca Zaia, che sulla sua pagina facebook ha tuonato contro i responsabili: “Vergogna!!! Qualcuno a Conegliano si è divertito a distruggere i nastri rosa della Lilt che simboleggiano la lotta contro il tumore al seno, collocati attorno alla Fontana dei cavalli. Un gesto inqualificabile, che va oltre al vandalismo comune, soprattutto nel mese dedicato alla prevenzione e alla ricerca sulle neoplasie che colpiscono le donne. A chiunque sia stato, dico di CHIEDERE SCUSA e rimediare a quanto fatto!”.

 

Alle ire del governatore, nelle ore immediatamente successive, aveva fatto corso la promessa del sindaco del paese in provincia di Treviso Fabio Chies di identificare i responsabili. “Vi assicuro che saranno individuati e puniti, dobbiamo scegliere da che parte stare ed emarginare questi deficienti che rovinano l'immagine di tutti Noi, ripeto basta buonismo verso questi dementi!”, aveva dichiarato sempre su facebook, per poi aggiungere nelle ore successive di aver identificato i responsabili.

 

Se i vandalismi a Conegliano hanno già dei responsabili (sarebbero dei giovani tra i 18 e i 20 anni, sotto l'effetto dell'alcool), a Belluno gli atti vandalici non hanno invece ancora un nome. “Li identificheremo grazie alle telecamere”, ha promesso il sindaco Jacopo Massaro, dopo che il suo assessore alle Politiche per la cultura Marco Perale aveva dato conto sui social della distruzione nei confronti dei nastri apposti in Piazza dei Martiri da Lilt e Ados.

 

Il capoluogo bellunese non è nuovo nell'ultimo periodo a fatti del genere. Da ultima, la targa dedicata al regista Loris Tormen, in via Sottocastello, era stata colpita dai vandali.

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