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Il coronavirus si porta via Arturo Filippini, il maestro della cucina e fondatore della catena Toulà. Zaia: ''Un uomo che ha fatto la storia''

Il messaggio del governatore Zaia: “La scomparsa di Arturo Filippini è un lutto per tutta la Regione perché con lui se ne va una colonna portante della ristorazione trevigiana e veneta”

Pubblicato il - 15 April 2020 - 10:05

TREVISO. Una scomparsa che ha sconvolto un'intera comunità. Arturo Filippini, grande ristoratore trevigiano, è morto dopo essere stato contagiato dal coronavirus. Ricoverato in ospedale le sue condizioni si sono aggravate negli ultimi giorni e il decesso risale alla giornata di ieri.

 

Aveva 79 anni ed era arrivato nel trevisano con il fratello da un piccolo comune del Pavese. Iniziò a lavorare in Villa Condulmer di Mogliano e proprio da questa sua prima attività è partito il successo con la creazione poi della catena dei Toulà conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo.

 

Tra i suoi locali più noti c'è “Da Alfredo” in centro di Treviso nel quale sono transitati tanti vip, personaggi dello spettacolo e politici. Suoi locali molto conosciuti anche a Cortina d’Ampezzo, Milano alla scala, Roma, Monaco, Costa Smeralda, Pechino, Helsinki e Toronto. 

 

“La scomparsa di Arturo Filippini è un lutto per tutta la Regione perché con lui se ne va una colonna portante della ristorazione trevigiana e veneta” ha scritto un post il governatore Luca Zaia che continua “Un uomo che ha fatto la storia non solo della gastronomia ma anche uno di quelli che più hanno contribuito a far conoscere il Veneto e a far valere la nostra comunità a livello internazionale. Arturo Filippini significa Toulà, un nome che a sua volta è diventato sinonimo di ristorazione di rango in tutto il mondo. Un marchio che, con i suoi ristoranti, ha rappresentato il suo impegno di una vita, da quando era l’allievo di Alfredo Beltrame fino agli ultimi giorni quando solo l’emergenza sanitaria lo ha così tristemente allontanato dal suo posto all’ingresso del locale trevigiano. Soltanto qualche anno fa abbiamo perso il fratello Piero, altra colonna della nostra ristorazione, ora piangiamo lui. Non dimenticheremo mai la sua simpatia, la sua allegria, la sua cordialità, la sua professionalità che è stata riferimento per generazioni di colleghi. Invio un abbraccio alla signora ed a tutti i familiari”.

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