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La Voce del Trentino nella black list dei siti che hanno pubblicato ''bufale'' sul coronavirus. Ghezzi interroga l'Aula: “Che rapporti ci sono con la Giunta?”

NewsGuard ha inserito la Voce del Trentino fra i siti che “violano diversi standard fondamentali di credibilità e trasparenza”. Ghezzi interroga: “Questo giornale si distingue per il costante sostegno alla politica della giunta provinciale, che rapporti esistono? E quanti contributi pubblici sono stati erogati finora?”

Di Tiziano Grottolo - 10 aprile 2020 - 11:22

TRENTO. Il coronavirus è un tema che è entrato prepotentemente nelle vite di tutti e com’è ovvio che sia sta ricevendo una grande copertura mediatica eppure, come sottolineato dal consigliere provinciale di Futura Paolo Ghezzi “durante l'emergenza non poche testate giornalistiche si sono rese responsabili della diffusione di notizie false, molto spesso pericolose per la salute pubblica e in contrasto con la corretta gestione della pandemia”.

 

Purtroppo la testata regionale de “La Voce del Trentino” ha attirato l’attenzione nientemeno che di “NewsGuard”, gruppo internazionale che si occupa di contrastare il diffondersi di fake news e bufale i cui Ceo (Steven Brill e Gordon Crovitz) sono stati rispettivamente il fondatore di The American Lawyer, e editore (ed editorialista) del Wall Street Journal mentre in Italia si appoggiano a Giampiero Gramaglia, per 30 anni storico corrispondente Ansa (e direttore) oggi insegnante alla Scuola di Giornalismo di Urbino.

 

La community di giornalisti ed esperti che si occupa di valutare secondo parametri oggettivi l'attendibilità delle notizie pubblicate dalle varie testate giornalistiche ha inserito il giornale online che fa riferimento a Roberto Conci in una black list (assieme ad altri 165) che raccoglie i siti di notizie che hanno pubblicato “informazioni false o fuorvianti collegate al virus”. La Voce del Trentino, secondo i criteri di NewsGuard, ha realizzato 52 punti su 100, e nella scheda tecnica post analisi i lettori vengono avvisati così rispetto al sito trentino: “Procedi con cautela: Questo sito viola diversi standard fondamentali di credibilità e trasparenza”.

 

 

Sempre secondo NewsGuard La Voce del Trentino sarebbe “un sito con un orientamento politico di destra che si occupa della regione Trentino-Alto Adige”, conclusione che evidentemente trova d’accordo anche Ghezzi che recentemente ha presentato un’interrogazione dove spiega: “Questo giornale si distingue per il costante sostegno alla politica della giunta provinciale, per l'appoggio alle posizioni dei partiti che la sostengono e per i polemici attacchi agli esponenti e ai partiti dell'opposizione”. Tra l’altro il consigliere di Futura è stato ripetutamente preso di mira, come quando venne accusato di “parassitismo sociale” per un presunto e inesistente assenteismo, notizia che venne peraltro smentita dal presidente del consiglio provinciale (articoli QUI e QUI).

 

A dimostrazione di un certo “feeling” fra Conci e la maggioranza ci sarebbe anche la sua candidatura (poi ritirata) nelle fila di “Agire per il Trentino”, civica capitanata da Claudio Cia, membro dell’attuale maggioranza provinciale (QUI articolo). Proprio alla luce di queste considerazioni, secondo Ghezzi, è arrivato il momento, di interrogarsi sui rapporti che intercorrono fra l’attuale maggioranza e La Voce del Trentino, anche perché la testata in questione ha ricevuto contributi pubblici. Scorrendo le pagine social dei vari esponenti della maggioranza provinciale è facile notare come La Voce sia uno dei siti più presenti. Un punto sul quale consigliere intendere fare chiarezza chiedendo di conoscere come e quanti contributi siano stati erogati, ma soprattutto quale sia stato l'esito delle verifiche in merito agli obiettivi da realizzare.

 

Ghezzi vuole anche indagare se la Pat, o suoi enti collegati, abbiano comprato pubblicità istituzionale sul sito de La Voce del Trentino, in particolare se sia stata commissionata pubblicità istituzionale in relazione alla campagna informativa sulla pandemia da Covid-19, fatto che se confermato suonerebbe un po’ come una beffa visto le conclusioni di NewsGuard proprio sulle bufale diffuse sulla pandemia da questo sito trentino. Infine, il consigliere chiede un giudizio da parte della Giunta circa l’inserimento della testata all’interno della “black list” di NewsGuard e se “alla luce di tale inserimento e del pericolo legato alle fake news in ambito sanitario, si intenda promuovere qualche iniziativa per promuovere una corretta informazione sui problemi sanitari”.  

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