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“L’Africa è libera dalla poliomielite” lo storico annuncio dell’Oms che segna un’epoca

Questa malattia virale ha provocato decine di migliaia di casi di paralisi e deformazioni tra i bambini africani e non solo

Di Claudia Schergna - 26 August 2020 - 16:06

TRENTO. L’Africa è ufficialmente libera dalla poliomielite, lo dichiara l’Organizzazione mondiale della Sanità. Mentre il mondo intero combatte il Covid, il continente africano raggiunge finalmente questo traguardo storico. Questa malattia virale ha provocato decine di migliaia di casi di paralisi e deformazioni tra i bambini africani e non solo. È infatti ancora presente in Pakistan, dove si registrano 29 casi confermati nel 2020, e in Afghanistan, con 58 casi.

 

La patologia è provocata dal poliovirus selvaggio, che colpisce principalmente i bambini ed è acutamente infettivo. Attacca il midollo spinale fino a causare una paralisi irreversibile. Il vaccino è stato scoperto negli anni ’50, i Paesi più ricchi ne hanno avuto accesso subito mentre per i Paesi del terzo mondo si è dovuto aspettare diversi anni. Prima della scoperta del vaccino, la malattia era endemica in tutto il mondo.

 

Secondo i dati dell’Africa Regional Certification Commission (Arcc) oltre il 95% della popolazione ha ricevuto il vaccino. All’organizzazione era stato affidato il compito di supervisione e verificare i lavori di eradicazione della malattia dall’Oms nel 1998.

 

All’annuncio erano presenti il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom, la direttrice regionale per l’Africa Matshidiso Moeti e numerosi filantropi tra cui Bill Gates.

 

Gli ultimi due Paesi da cui la poliomielite è stata debellata sono la Nigeria e il Camerun, resi ‘polio-free’ lo scorso 19 giugno. Quest’annuncio rappresenta una pietra miliare essendo solo il secondo caso di eradicazione di una malattia dal continente africano, dopo la sconfitta del vaiolo nel 1979.

 

Esistono tre ceppi di poliovirus, con sintomatologie identiche ma con un profili genetici diversi. Nel 2019 è stato sconfitto il poliovirus di tipo 3 mentre il tipo 2 era stato eradicato nel 2015.

 

Nel bel mezzo di una pandemia globale e in un’epoca in cui l’obbligatorietà dei vaccini viene spesso messo in discussione, il caso dell’Africa spinge a riflettere. La dichiarazione di ieri infatti non significa che nel continente africano non si potranno più verificare casi simili, se i vaccini infatti diminuissero, i casi salirebbero immediatamente.

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