Contenuto sponsorizzato

Lasciato all'obitorio con nome falso, l'ex estremista ''nero'' di Terza Posizione Giovagnini è morto. Arrestata in Spagna la moglie grazie alla Digos di Bolzano

Sui due pendeva da anni una doppia condanna del Tribunale di Bolzano per bancarotta fraudolenta dopo aver tentato di dare fuoco al loro albergo a un giorno dallo scadere dell'assicurazione e del subentro nella proprietà dell'amministrazione comunale. Carla Fosser con la sua società era anche proprietaria di una discoteca di Moena. Nel 2012 erano evasi in Francia e avevano fatto perdere le loro tracce. Ora sulla loro vicenda la giustizia italiana sta per mettere la parola fine

Di Luca Pianesi - 12 settembre 2020 - 13:04

BOLZANO. Lui era stato uno dei fondatori di Terza Posizione, uno dei nuclei eversivi di estrema destra indagati anche per la strage di Bologna e a Bolzano assieme a lei si erano guadagnati una condanna a più di 7 anni di reclusione, lei, e a più di 9 anni, lui, per bancarotta fraudolenta. In Trentino Alto Adige erano conosciuti per i due incendi che erano stati appiccati al loro hotel, il ''Krone'' di Tires, l'11 ottobre 2007 e il 14 gennaio 2008, per il successivo buco di 150 mila euro della loro società, per il tentativo di incassare oltre due milioni di euro dell'assicurazione e per aver gestito anche la discoteca Laiadira di Moena tramite la loro società la ''Topsy Snc''.

 

In Francia se li ricordano perché nel 2012 sono evasi dopo che i carabinieri di Bolzano li avevano rintracciati, cercandoli proprio per questi fatti, a Roquebrune Cap Martin, non lontano da Nizza. Era, finalmente scattato l'arresto, ma la giustizia francese aveva concesso loro i domiciliari e i due erano riusciti a fuggire facendo perdere le loro tracce. In Spagna, a questo punto, verranno ricordati perché il 25 febbraio di quest'anno all'obitorio di Malaga era comparso un cadavere con ''in tasca'' dei documenti contraffatti e oggi sappiamo che quel corpo era il suo e lei lo aveva lasciato lì per paura di essere arrestata perché latitante. Ora la storia di Leonardo Giovagnini e Carla Fosser sembra giunta al termine. Quella di Giovagnini senza dubbio. Come detto è deceduto, sotto falso nome, il 25 febbraio scorso.

 

Lei lo ha abbandonato all'obitorio per non essere scoperta ma le indagini condotte dalla Digos di Bolzano su costante impulso della Direzione Centrale Polizia di Prevenzione/Ucigos, ha fatto scattare la Comisarìa General de Informaciòn e il conseguente arresto della donna, latitante dal 2012, nella città di Marbella. I due, come detto, gravitanti sin dagli anni ‘70 negli ambienti della destra extraparlamentare, erano stati condannati con sentenza definitiva, emessa dal Tribunale di Bolzano, rispettivamente a 7 anni, 2 mesi e 15 giorni e 9 anni e 2 mesi di reclusione per il reato di bancarotta fraudolenta.

 

La vicenda era perfettamente in linea con i profili dei due estremisti di destra che avevano tentato l'ennesimo colpo provocando, per l'accusa e il giudice, due incendi all'interno del loro hotel, il ''Krone'' di Tires, l'11 ottobre 2007 e il 14 gennaio 2008. Il secondo incendio, in particolare, era stato appiccato 24 ore prima che scadesse la polizza assicurativa che aveva una copertura da 2,1 milioni di euro. Inoltre la società di cui era proprietaria proprio Carla Foster che gestiva l'albergo (e anche la discoteca Laiadira di Moena), la ''Topsy Snc'', era stata dichiarata fallita poco tempo prima dell'incendio mentre l'albergo era stato acquistato all'asta dal Comune di Tires che sarebbe diventato ''proprietario'' proprio il giorno dopo del rogo. E in più c'erano gli acquisti e le spese fatte dalla stessa società prima del fallimento, quasi a spingerla verso il baratro (un buco di oltre 150 mila euro) per non pagare fornitori e pensare a una vita lontana in qualche altro posto.

 

Per quanto riguarda la storia di Leonardo Giovagnini era stato ideatore della nota emittente radiofonica d’estrema destra “Radio Mantakas” e come altri che poi avevano dato vita a Terza Posizione era un fuoriuscito del Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale, avvenuta nell’ottobre del 1978 ha contribuito alla fondazione di Terza Posizione. ''Il Giovagnini - si legge nella sentenza del 16 maggio 1994 della Corte di assise di appello di Bologna sulla strage di Bologna dove morirono 85 persone e ci furono 200 feriti - dopo essere stato allontanato dal M S I. per le sue idee estremiste; aveva aderito a Terza Posizione e aveva partecipato a incontri, convegni e campeggi organizzati dal movimento, ed aveva avuto contatti diretti e ripetuti con Fiore, Adinolfi e lo stesso Mangiameli. Ai primi di settembre del 1980 il Giovagnini, sollecitato dal Fiore, aveva dato rifugio a Ciavardini, anch'egli membro di T P., quando costui cercava di sottrarsi alle ricerche per i fatti del Giulio Cesare''.

 

 

 

I fatti risalgono al 28 maggio 1980 quando Ciavardini partecipa all'attentato davanti al liceo romano Giulio Cesare in cui viene ucciso l'appuntato di polizia Francesco Evangelista (detto "Serpico") e ferito il suo collega Giuseppe Manfreda. E quel Fiore che viene nominato è l'attuale leader di Forza Nuova. Tornando a Giovagnini fu tratto in arresto nel 1979 per rapina a mano armata, ed è stato nuovamente arrestato l’anno successivo per associazione sovversiva e partecipazione a banda armata poiché trovato in possesso delle chiavi dell’appartamento in cui lo stesso Ciavardini si era rifugiato a seguito dell’omicidio del poliziotto Evangelisti. Condannato nel 1985 dalla Corte d’Assise di Roma, unitamente ad altri 15 noti esponenti dei N.A.R. e di Terza Posizione, a 4 anni di reclusione – ridotti in Appello a 2 anni e 2 mesi – per formazione e partecipazione a banda armata, nel 1987 è stato arrestato a Bolzano da militari dell’Arma dei Carabinieri in esecuzione del relativo ordine di carcerazione.

 

In particolare, l’analisi del traffico telefonico pregresso e dei profili social riconducibili ai due coniugi – che avevano proseguito l’attività di propaganda politica - ha consentito di localizzarli nella cittadina iberica, di Marbella, ove risiede stabilmente anche il figlio della coppia. Ulteriori approfondimenti condotti dalle forze dell'ordine spagnole hanno consentito di individuare l’immobile ove risiedeva la coppia e di appurare la morte di Giovagnini, il cui cadavere – anonimo – era stato depositato presso l’obitorio di Malaga dal momento che Fosser, per paura di essere arrestata, non ne aveva formalmente comunicato il decesso. Ora per Carla Fosser sono scattate le manette e si attende di capire se e quando avverrà l'estradizione per l'Italia.

 

Qui se si vuole approfondire ecco una pagina dell'Unità di quegli anni. L'articolo che riguarda Giovagnini è quello ''Per finanziare «Terza Posizione» Luca De Orazi rapinò nel '79 una banca''. E più sotto un interessante stralcio della sentenza del '94 che dicevamo sopra: il capitolo che riguarda proprio Giovagnini che racconta il clima che si stava vivendo in quegli anni. 

 

 

 

 

 



 


Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 17 aprile 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
18 aprile - 19:58
Trovati 85 positivi, 1 decesso nelle ultime 24 ore. Sono state registrate 130 guarigioni. Sono 1.367 i casi attivi sul territorio provinciale
Cronaca
18 aprile - 19:42
Da domani (19 aprile) in Trentino bar e ristoranti potranno effettuare il servizio ai tavoli all’aperto dalle 5 alle 18. Ecco tutte le nuove [...]
Cronaca
18 aprile - 19:27
E' enorme il cordoglio in Trentino, così come nel mondo del miele e della ristorazione. L'imprenditore è morto all'ospedale Santa Chiara di [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato