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L'autista dello scuolabus dice ai bambini che ha trasportato persone col coronavirus e loro vanno nel panico. Il dirigente della Pat: ''Chiediamo di chiarire l'accaduto''

E' successo a Lavis due giorni fa. Della questione è già stato informato anche il dirigente scolastico e quello dei trasporti della Provincia. Entrambi hanno chiesto chiarimenti al Consorzio trentino autonoleggiatori (che gestisce il servizio). Probabilmente si è trattato di una battutaccia che però, in questa fase di psicosi collettiva, era meglio evitare di fare a dei bambini

Di Luca Pianesi - 07 febbraio 2020 - 05:01

LAVIS. Sono tornate a casa da scuola sconvolte e molto preoccupate. Ai genitori hanno spiegato che sul pulmino che le stava portando a casa l'autista avrebbe raccontato loro che il mezzo lo aveva usato per trasportare dei cinesi con il coronavirus. Una brutta battuta, forse? Un pessimo scherzo per spaventarle e quindi tenerle tranquille a bordo? Non lo sappiamo. Certamente si è trattato di un comportamento sbagliato da parte di un adulto che deve rapportarsi con dei bambini e che quotidianamente li porta a scuola e li riporta a casa. I fatti sono successi su uno scuolabus (non dell'azienda Club Dellai che effettua anch'essa servizio in loco) che dalla scuola elementare di Lavis doveva riportare a casa dei bambini della collina est sopra l'abitato.

 

E della questione è già stato informato anche il dirigente scolastico Stefano Chesini e il dirigente del settore trasporti della Provincia Roberto Andreatta. Quanto accaduto assume una sua gravità dal momento che, indubbiamente, la situazione è tutt'altro che serena rispetto alla psicosi collettiva che si è creata in questi giorni sull'argomento e al bombardamento mediatico cui quotidianamente, ogni famiglia del nostro Paese è sottoposta. In televisione non si parla d'altro e anche i giornali e la politica non accennano a calare il livello di attenzione sulla questione coronavirus (certamente da non sottovalutare ma nemmeno da fomentare troppo QUI ARTICOLO) che sta spaventando gli adulti di tutta Italia figurasi i bambini.

 

In Trentino, come in altri territori nazionali, è stata costituita, ha spiegato Fugatti proprio ieri in consiglio provinciale, una specifica task force già il 27 gennaio formata da dirigenti della Provincia e dell’Azienda sanitaria e da quel momento in poi si sono susseguite ''continue, dirette, quotidiane interlocuzioni con la comunità cinese sul territorio, per predisporre idonee misure per l’identificazione dei possibili casi da monitorare. In assenza di terapia specifica era raccomandato infatti solo l’isolamento di specifici casi. Grazie a un costante contatto con la comunità cinese - ha proseguito Fugatti in aula - e con l’Opera universitaria siamo stati informati dai rientri di singoli che avevano trascorso in Cina le festività del Capodanno cinese. La task force ha chiesto a questi soggetti di sottoporsi ad una quarantena volontaria di 14 giorni in famiglia e ad un controllo costante due volte al giorno, mentre a coloro che dovevano soggiornare in ambienti comunitari ha chiesto di accettare volontariamente di essere collocati in una struttura protetta e assistita''.

 

Un descrizione importante che permette di capire il quadro complessivo. Infatti se il dirigente scolastico di Lavis, dopo che dei genitori gli hanno segnalato l'increscioso episodio, ha chiesto chiarimenti al Consorzio trentino autonoleggiatori (il servizio scuolabus era garantito dal Cta) e al servizio trasporti della provincia, il dirigente della Pat Andreatta ha chiesto due specifiche cose al Cta: ''Loro fanno anche servizio di noleggio privato - spiega a ilDolomiti - e quindi non sappiamo chi venga trasportato quando il pulmino viene usato fuori dal servizio che devono garantire nei nostri confronti, nello specifico lo scuolabus. Vogliamo, quindi, garanzie sulla qualità, la pulizia e la salubrità del mezzo. In seconda battuta abbiamo chiesto di verificare quanto accaduto. Un autista può parlare con gli alunni ma deve farlo in modo accurato tenendo sempre presente che si tratta di bambini. Quella che può essere una brutta battuta tra adulti può essere interpretata come qualcosa di allarmante per dei bambini. La nostra pretesa è che venga fatta chiarezza e che certe cose non accadano mai''. 

 

 

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