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Libero condannato per diffamazione: dovrà risarcire l’Anpi. Paissan: “Questi attacchi rappresentano i peggiori istinti della destra illiberale”

Accolta la domanda risarcitoria presentata dall'Anpi in seguito ad alcuni articoli pubblicati da Libero che secondo i partigiani (e i giudici) hanno diffamato l’associazione. Ora il quotidiano dovrà pagare oltre 15mila euro. Paissan: “Questa sentenza fa giustizia della falsa narrazione della stampa di destra”

Di Tiziano Grottolo - 19 luglio 2020 - 16:57

TRENTO. Il tribunale di Milano ha accolto la domanda di risarcimento danni presentata dall’Anpi in seguito alla pubblicazione di alcuni articoli comparsi su Libero, il quotidiano diretto da Pietro Senaldi. A renderlo noto la stessa associazione dei partigiani, difesa dall’avvocato Ettore Zanoni, che ha fatto sapere che la società “Editoriale Libero srl” dovrà pagare 15.000 euro oltre alle spese legali (più o meno altri 4mila euro).

 

L’Associazione Nazionale Partigiani d'Italia si era rivolta al tribunale in seguito alla pubblicazione di una serie articoli che titolavano: “I partigiani di oggi. Senza fascisti ma pieni di soldi” e “A cosa serve l'associazione dei reduci? I fascisti non ci sono più. E l'Anpi se li inventa”, a firma di Renato Besana con sottotitolo: “Per sopravvivere i partigiani arruolano i giovani e cercano nuovi nemici: pronti a cacciare chi voterà ‘sì' al referendum”. E ancora “Quanto spendiamo per la ‘resistenza'. Finanziamenti, sedi e 5 per 1000: ci costano oltre 300 mila euro l'anno”, a firma di Claudia Osmetti. Questi gli articoli incriminati, che i giudici hanno ritenuto “di natura diffamatoria”.

 

Sulla vicenda è intervenuto anche Enrico Paissan, presidente della sezione dell’Anpi di Trento: “L'attività di denigrazione e di vera e propria diffamazione verso l'Anpi, associazione erede dei valori delle Resistenza e della Repubblica antifascista, pervicacemente portata avanti da ‘Libero’, quotidiano che in onta al proprio nome rappresenta i peggiori istinti della destra illiberale del nostro Paese, è stata condannata ancora una volta da un tribunale della Repubblica Italiana”.

 

Paissan parla di una sentenza che “fa giustizia della falsa narrazione di Libero e dell'altra stampa di destra, che dipinge i partigiani, e l'Anpi, come una sorta di corpo estraneo della democrazia italiana”. Come già anticipato il conto per il quotidiano è piuttosto salato visto che fra risarcimento e spese processuali si arriva quasi a 20mila euro.

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