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L'ombra della mafia sui cantieri di Cortina 2021. Esclusa una ditta: aveva tra i lavoratori diversi soggetti con precedenti di polizia

Un'azienda vincitrice di un appalto per un cantiere in vista dei mondiali di Cortina 2021 è stata raggiunta da un'interdittiva antimafia che la esclude dai lavori e dalla possibilità di collaborare con la pubblica amministrazione. Tra le maestranze, infatti, v'erano numerosi lavoratori con precedenti ascrivibili al mondo della criminalità organizzata, facendo così scattare il meccanismo creato ad hoc in prefettura a Belluno per la manifestazione sportiva 

Pubblicato il - 01 ottobre 2020 - 09:47

CORTINA D'AMPEZZO. I lavori per i mondiali di sci di Cortina 2021 hanno visto la prima esclusione per quanto riguarda le aziende impegnate nei suoi cantieri. La rete antimafia costruita ancora nel 2017 per prevenire ogni possibile infiltrazione ha quindi mietuto la “prima vittima”, sancendo l'interdettiva (strumento dell'antimafia che impedisce all'azienda colpita di lavorare con la pubblica amministrazione) nei confronti di una società con sede nel mantovano ma con maestranze del sud Italia.

 

A finire sotto la lente degli investigatori sarebbero stati proprio i lavoratori, principalmente provenienti dal reggino e in molti casi pesati da collegamenti con la criminalità organizzata provati in sede legale. Nel passato di alcuni, infatti, non mancano le condanne per reati di estorsione, danneggiamento di beni assicurati, turbativa d'asta, tutti crimini propri degli ambienti mafiosi.

 

Il lavoro delle forze di polizia impegnate nel monitoraggio antimafia, dalla Direzione investigativa antimafia ai carabinieri, passando per la prefettura bellunese, non è stato facile. L'azienda, presente nei cantieri sulla statale 51 d'Alemagna, risultava infatti iscritta nella “white list” della provincia di Mantova, strumento anch'esso creato in ambito provinciale a cui possono accedere tutte le società che lavorano nei settori considerati più a rischio di infiltrazione mafiosa.

 

Le garanzie offerte su questo piano, però, non erano seguite da altrettante sicurezze per quanto riguarda le maestranze. Proprio questo ha portato il meccanismo antimafia istituito ad hoc per i mondiali di Cortina a escludere l'azienda. Tale organismo, infatti, entra in funzione nel momento in cui un'azienda si aggiudica un appalto, come da accordo tra la prefettura di Belluno e Anas, la società che si occupa della costruzione, gestione e manutenzione delle strade.

 

Il mondiale di Cortina 2021 viene così per la prima volta interessato da un'operazione del genere. Nei mesi scorsi, oltre a essere stata confermata per l'anno a venire, la manifestazione sportiva era stata al centro di polemiche sull'impatto ambientale delle tante infrastrutture considerate necessarie per il suo svolgimento.

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