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"Merda in vista": avevano creato un gruppo whatsapp per segnalare la polizia nella zona. 10 denunciati, al vaglio la posizione di oltre 100 persone

La polizia delle Giudicarie ha denunciato una decina di persone e posto al vaglio del magistrato la posizione di altre 100, tutte membri di un gruppo whatsapp utilizzato per segnalare la presenza delle forze dell'ordine nella zona. Oltre 250 i partecipanti, molti con precedenti penali. Tra i reati contestati quello di interruzione di pubblico ufficio e di diffamazione

Pubblicato il - 30 dicembre 2020 - 15:47

TIONE. Per sapere se ci fossero o meno nella zona le forze dell'ordine, gli oltre 250 membri del gruppo whatsapp chiedevano informazioni agli altri utenti. Così, in base alle risposte, decidevano come muoversi, eludendo possibili controlli e assicurandosi di non essere fermati. Il nome del gruppo, nondimeno, lascia intendere chiaramente quale sia la considerazione nei confronti dei tutori dell'ordine.

 

Merda in vista”, questo il nome del gruppo, è attivo dal 2015. Qualche giorno fa, nel corso di un'attività di indagine finalizzata all'accertamento di altri reati, è finito sotto la lente della polizia locale delle Giudicarie di Tione di Trento, che all'interno vi ha trovato 256 iscritti e circa 1000 messaggi all'anno.

 

Il suo scopo, come detto, era quello di segnalare la presenza e la posizione delle forze dell'ordine, fossero queste gli agenti di polizia, i carabinieri o la locale. Al momento, i soggetti denunciati all'autorità giudiziaria sono una decina, con accuse diverse che vanno dall'interruzione di pubblico servizio alla diffamazione.

 

Quasi tutti residenti in Val Rendena, questi soggetti sono già stati denunciati, mentre la posizione di un altro centinaio di persone, ritenute le più attive, verrà vagliata dal magistrato. Gli autori dei messaggi, dunque, pubblicavano file audio o di testo contenenti spesso delle frasi offensive. Gli epiteti servivano a sottolineare la presenza o meno delle forze dell'ordine, con una mole tale di messaggi da pregiudicare l'effettivo servizio delle stesse sul territorio fra Tione e Pinzolo.

 

Nel fascicolo inoltrato dalla polizia locale alla Procura della Repubblica questo atteggiamento diffamatorio tenuto da alcuni appartenenti è stato evidenziato. Quasi tutti i soggetti interessati hanno precedenti penali, con reati connessi alla guida in stato d'ebbrezza o sotto l'effetto di stupefacenti, allo spaccio o al possesso di droga.

 

Per questo gli operatori della locale credono che tale sistema di “allarme” sulla presenza delle forze dell'ordine servisse in qualche modo a dare il via libera all'effettuazione di reati di vario genere. Un comportamento passibile dunque di ulteriori conseguenze legali, aggravato dal fatto che in questo periodo le segnalazioni ostacolassero anche il corretto svolgimento dell'operato degli agenti nel contrasto delle violazioni della normativa anti-contagio.

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