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Muse, per una svista finiscono online 10.000 indirizzi e-mail degli iscritti alla newsletter: “Ora l’accesso alla pagina è stato bloccato”

Si trattava di una vecchia lista contatti risalente a qualche anno fa, al suo interno erano contenuti circa 10.000 indirizzi e-mail. Il Muse: “Stiamo cercando di capire come mai non sia stata cancellata e perché sia tornata visibile, ora la pagina non è più accessibile”

Di Tiziano Grottolo - 22 giugno 2020 - 13:03

TRENTO. Si tratta di circa 10.000 contatti di persone che si sono iscritte alla newsletter Muse, il Museo delle Scienze di Trento. Sicuramente una svista che però ha reso visibili gli indirizzi e-mail di migliaia di persone e questo potrebbe essere un problema.

 

Infatti rendere pubblica, seppur involontariamente, una mailing list così grande potrebbe esporre le stesse persone ai rischi legati alla violazione della privacy. Sfruttando la lista non è difficile risalire al nome legato all’indirizzo e-mail, inoltre un elenco di queste dimensioni potrebbe essere usato da terzi per operazioni pubblicitarie di spamming o peggio.

 

Insomma un bel pasticcio. Tramite la stessa pagina è possibile persino risalire alle date d’iscrizione, che vanno dal 2013 all’1 agosto 2019. Il direttore del Muse, Michele Lanzinger, dopo che lo abbiamo raggiunto telefonicamente per spiegare la situazione, ci ha assicurato di aver attivato immediatamente allertato i tecnici del servizio informatico per risolvere il problema.

 

Da quanto abbiamo scoperto era sufficiente digitare alcune parole chiave nel motore di ricerca per accedere alla lista degli iscritti alla newsletter tramite una normale pagina web che era persino indicizzata. Effettivamente, dopo alcuni minuti, non è più stato possibile accedere alla pagina web con gli indirizzi e-mail.

 

“Dopo la vostra segnalazione – sottolinea Lanzinger – ci siamo attivati subito con i nostri tecnici per trovare una soluzione al problema”. Se in un primo momento si era pensato anche a un hacker in grado di aggirare i sistemi di crittografia la soluzione era più semplice, ma forse proprio per questo meno scontata: una vecchia lista di contatti (l’ultima iscrizione infatti risaliva all’1 agosto 2019) era tornata accessibile senza che fosse stata eliminata.

 

Come confermato dai responsabili informatici del Muse: “Appena abbiamo compreso dov’era il problema abbiamo bloccato la pagina, si trattava di un vecchio database che apparteneva a una lista dimenticata e mai cancellata. Adesso – prosegue – dobbiamo cercare di capire per quale motivo non sia stata cancellata e sia tornata pubblica perché quando era in funzione non era accessibile dall’esterno”.

 

Tempo addietro il Muse aveva cambiato il metodo di gestire i dati sulla privacy passando da un software internazionale a un ente esterno e forse è proprio per questo che la lista è rimasta online: “Ci metteremo in contatto con i responsabili esterni del trattamento dati per capire come muoverci”, concludono i responsabili informatici del Muse.

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