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Nell'acqua termale di Comano scoperto un nuovo microrganismo con una capacità antinfiammatoria: il Mezorhizobium

“Analizzando l’acqua termale di Comano abbiamo trovato centinaia di microrganismi, la maggior parte dei quali sconosciuti alla scienza, come quello oggetto della domanda di brevetto, con marcata azione antinfiammatoria” ha affermato Olivier Jousson, ricercatore e capoprogetto del Dipartimento Cibio dell’Ateneo di Trento

Pubblicato il - 19 giugno 2020 - 09:04

TRENTO. E' stato scoperto un nuovo e importante microrganismo nell'acqua delle Terme di Comano con delle sorprendenti proprietà. La scoperta arriva da una ricerca che è stata portata avanti con l'Università di Trento.

 

Mezorhizobium comanense, questo il nome dato al nuovo microrganismo scoperto e descritto dall’Università di Trento nell’acqua termale di Comano, finora sconosciuto alla scienza, che presenta un’importante attività antinfiammatoria con applicazioni nel trattamento delle malattie allergiche della pelle come psoriasi e dermatite.

 

L’idea è sfruttarne le potenzialità inserendolo quale elemento primario nella linea cosmetica Terme di Comano Skincare, procedendo prima di tutto con la brevettazione, vista l’assoluta novità per il mondo scientifico.

 

Tutto nasce da un’intuizione di Mario Cristofolini, presidente dell’Istituto G.B. Mattei per la ricerca in idrologia medica e medicina termale di Comano che, alla luce delle nuove tecniche microbiologiche a disposizione, capisce l’importanza di approfondire i meccanismi di efficacia dell’acqua termale.

 

Le ricerche, volte a studiare comunità microbiche (il microbiota) dell’acqua termale e le relative interazioni con la flora, che popola la pelle affetta da patologie, per portarne il riequilibrio e quindi il miglioramento della situazione, vengono effettuate in partnership con il Dipartimento di Biologia cellulare, computazionale e integrata Cibio dell’Università di Trento.

 

“Analizzando l’acqua termale di Comano abbiamo trovato centinaia di microrganismi, la maggior parte dei quali sconosciuti alla scienza, come quello oggetto della domanda di brevetto, con marcata azione antinfiammatoria” ha affermato Olivier Jousson, ricercatore e capoprogetto del Dipartimento Cibio dell’Ateneo di Trento. “Si tratta di una vera e propria firma – continua Jousson – che questi microrganismi pongono all’acqua termale, rendendola riconoscibile e stabile a prescindere dalla stagionalità e dal tempo. Una caratteristica che abbiamo riscontrato anche in uno studio in corso su altre acque termali trentine”.

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