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Oltre 70mila euro per il libro sulla val di Fiemme ma sui lupi, ancora una volta, vengono date informazioni sbagliate

La comunità della val di Fiemme ha fatto stampare 10.000 copie di un’opera che parla della storia della comunità spendendo 72.000 euro. Purtroppo alcune informazioni sui lupi sono sbagliate: “Vista l’enorme tiratura di stampa e l’importanza di questo libro abbiamo ritenuto fondamentale riportare i dati reali”

Di Tiziano Grottolo - 11 agosto 2020 - 17:22

CAVALESE. “Preso atto che nel panorama librario attuale non risultano essere disponibili libri aggiornati sulla storia, le tradizioni e le diverse caratteristiche di tutti i paesi della valle di Fiemme – ritenuto necessario colmare questa lacuna – delibera di acquistare 10.000 copie del libro monografico ‘La comunità della val di Fiemme’ al prezzo di 7,20 euro a copia”. Così la comunità territoriale della val di Fiemme ha deciso di sborsare 72.000 euro per l’acquisto dell’opera edita da Saturnia e firmata da Alberto Folgheraiter con le fotografie di Gianni Zotta.

 

Di queste copie, 9.000 saranno distribuite gratuitamente a ogni nucleo famigliare residente nei Comuni di Fiemme le restanti saranno utilizzate per esigenze di rappresentanza, probabilmente regalate dunque. Fin qui nulla di particolarmente strano, capita che un’istituzione decida di investire in una pubblicazione che parla della propria comunità. Il problema casomai sorge se all’interno dell’opera sono riportati degli errori, così come rilevato dagli amministratori del gruppo Facebook “Fiemme e Fassa il ritorno del lupo” che da anni seguono questi grandi carnivori, fino a essere diventati dei punti di riferimento per i tanti appassionati.

 

In particolare si porta all’attenzione quanto riportato alle pagine 96 e 97 dove si parla di lupi e predazioni. L’autore del testo scrive: La fiaba di Cappuccetto Rosso andava riscritta con le cronache di quei giorni d’autunno. Oltre all’orso (M49-Pappillon ndr) infatti, sui pascoli del Lagorai si erano affacciati i lupi. Erano scomparsi da quasi un secolo. La notte del 27 maggio 2019 erano capitati sul fondovalle, a ‘malga dele Caore’, ai Masi di Cavalese. Bilancio dell’incursione: due capre sbranate, due azzannate e ferite assieme a un cane pastore; l’intero gregge sotto shock. Le reti anti lupo non erano state sufficienti a proteggere le greggi. Scarso risultato pure con i cani e i dissuasori sonori”.

 

Eppure in questa ricostruzione ci sono diverse informazioni sbagliate: “Vista l’enorme tiratura di stampa e l’importanza di questo libro, per altro molto bello e interessante – spiegano gli amministratori del gruppo – abbiamo ritenuto fondamentale riportare i dati reali. Rispetto a quanto riportato vanno segnalati alcuni errori poiché come certificato dalle indagini di laboratorio sul Dna delle carcasse la predazione è da attribuire a cani e non a lupi, come citato erroneamente nel testo”. Dunque se è vero che il lupo ha fatto la sua ricomparsa in zona, in questo caso non è l’autore dell’agguato. Inoltre, con i giusti accorgimenti (se utilizzati correttamente) le predazioni si possono notevolmente ridurre, come avvenuto nel corso del 2019 (QUI articolo).  

 

Effettivamente era stato proprio Il Dolomiti a svelare come dietro l’attacco non ci fosse un branco di lupi ma dei cani, benché alcuni politici non avessero perso tempo per gridare al lupo. In aggiunta, alla data indicata nel libro non risultano predazioni da lupo in zona. In sostanza è stata fatta confusione riportando una ricostruzione parziale, seppur in buona fede. “Per correttezza sono stati contattati sia l’autore del libro che il presidente della Comunità territoriale della Valle di Fiemme Giovanni Zanon – concludono gli amministratori del gruppo Fiemme e Fassa il ritorno del lupo – in questo confronto abbiamo fatto rilevare l’errore sui dati riportati nel testo ed entrambi hanno preso atto che in effetti il testo riportava notizie non veritiere rendendosi disponibili, in caso di ristampa, a correggere il testo”.

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