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Papà e figlia in vacanza a Riva ma scoppia il ''caso internazionale'' perché per l'Interpol la bambina non poteva allontanarsi dalla Francia

Al momento di presentare i documenti è scattato l'allert al commissariato di Riva per la situazione creatasi tra l'uomo e la madre della bambina. Capita infatti che in caso di divorzi e separazioni vengano fissati dei vincoli di legge che poi non vengono considerati dai genitori. Era questo il caso e allora si è dovuto risalire alla mamma per evitare che la polizia dovesse accompagnare al confine la figlia

Pubblicato il - 11 agosto 2020 - 15:03

RIVA DEL GARDA. Ha depositato i documenti alla reception ma al momento di inserire i dati nella piattaforma Web Alloggiati al commissariato di polizia di Riva è arrivata la segnalazione, inserita dall'Interpol su richiesta della polizia francese, che quella bambina non poteva uscire dal suo Paese. A quel punto polizia e personale dell'hotel hanno cercato di risolvere la situazione con la maggior discrezione possibile e le cose sono andate per il meglio per tutti. 

 

I fatti sono successi sabato mattina. Un papà francese con la figlia si sono presentati in un noto albergo di Riva con l’idea di trascorrere alcuni giorni in sul lago di Garda. Deposita alla reception le carta di identità i due si sono avviati, sereni, verso la camera ma quando il personale dell’albergo ha inserito i dati nel portale Web Alloggiati, pochi attimi dopo, al commissariato di Riva del Garda è arrivata la segnalazione che quella bambina non sarebbe potuta uscire dal suo territorio. A quel punto gli agenti, con la collaborazione del personale dell’Hotel, e con molta discrezione, hanno chiesto al papà di spiegar loro la delicata questione.

 

L’uomo ha raccontato che lui e la madre della bambina erano una di quelle tantissime coppia che stanno vivendo separazioni o divorzi. Capita, infatti, che in queste fasi i genitori, in qualche modo, pongano divieti o vincoli alla circolazione dei minori e spesso queste limitazioni, a richiesta degli stessi genitori, vengono inserite nelle banche dati delle forze dell’ordine sia a livello nazionale che internazionale. In questi casi può accadere che quando un genitore si reca in una zona per la quale vige un divieto potrebbe essere fermato dagli agenti e nei casi più gravi essere denunciato all’autorità giudiziaria. Spesso però, non vi è dolo nel comportamento di entrambi i genitori, perché o dimenticano o sottovalutano gli effetti dei vincoli che promanano dall’emissione dell’ordine. Nascono così diversi problemi che devono affrontare le forze dell’ordine legati proprio alla gestione delle circostanze, in contrapposizione alle ferree regole dettate dalle norme a cui devono attenersi.

 

Proprio questa era una delle situazioni di specie. L’uomo ha spiegato che del viaggio era a conoscenza anche la moglie e che visto il disguido avrebbe certamente confermato l’accordo. Insieme hanno, quindi, contattato telefonicamente, la moglie che ha confermato l’autorizzazione. Ma tutto ciò non poteva bastare non essendovi la certezza di chi vi fosse all’altro capo del telefono. Per tale motivo la donna ha dovuto inviare a conferma, via email, copia della sua carta di identità ma anche questo non è bastato perché anche altre persone potevano essere in possesso di quello scanner. 

 

Tramite Interpol, gli investigatori della polizia di Riva si sono, quindi, confrontati con la polizia francese che ha confermato che la procedura adottata dai genitori non garantiva l’autenticità delle dichiarazioni e che la mamma avrebbe dovuto recarsi in un commissariato di polizia in Francia per dichiarare, formalmente, che la bambina avrebbe potuto trascorrere alcuni giorni con il padre fuori dallo Stato francese. La madre però, non era nelle condizioni di andare in una stazione di polizia in giornata e ha rimandato il tutto al giorno dopo.

 

L’effetto di questo ulteriore imprevisto è ricaduto sugli agenti del commissariato di Riva che si sono trovati nella difficile situazione di dover far rispettare un ordine di un giudice francese e nel contempo cercare di comprendere se le garanzie fornite dall’uomo e dalla presunta madre fossero effettivamente veritiere. Scegliere il rispetto tassativo della norma avrebbe significato prelevare la bambina, con gli effetti che tutti possiamo immaginare, e portarla direttamente in Francia dalla madre o consegnarla alla frontiera di Ventimiglia alla Polizia francese. I poliziotti, invece, hanno scelto, assumendosi la responsabilità, di attendere il nulla osta della polizia francese. Il giorno dopo, grazie anche all’intervento dell’Interpol, è giunta l'attesa autorizzazione. 

 

''Questo episodio - commenta il vice Questore Salvatore Ascione - ci insegna due cose: la prima, che tutti vorremmo, è l’efficienza, la preparazione e la competenza del personale del commissariato di polizia di Riva del Garda; la seconda e che in qualche modo ci aspettiamo, la grande generosità e la capacità di assumersi responsabilità, oltre il proprio dovere, degli uomini e delle donne della polizia di stato''.

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