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Picchia brutalmente l'avvocato di Berlusconi Piero Longo. In manette un 48enne di Predazzo

Un 48enne trentino è stato protagonista assieme alla moglie di un brutale pestaggio ai danni dell'avvocato di Silvio Berlusconi ed ex senatore forzista Piero Longo. Intimato per citofono a scendere per parlare con una loro amica, lo hanno riempito di schiaffi e pugni, nonostante fosse armato e avesse sparato due colpi in aria per allontanarli. La coppia è stata arrestata con diverse accuse

Pubblicato il - 02 ottobre 2020 - 10:24

PADOVA. Alle minacce ricevute per citofono, l'ex senatore e avvocato Piero Longo scendeva armato di pistola, con l'intenzione di scacciare gli insistenti e poco graditi “ospiti”. Aperto il cancello, però, il politico forzista, noto anche per figurare nel novero degli avvocati dell'ex presidente Silvio Berlusconi, veniva spinto a terra e riempito di pugni e ceffoni. Tra gli aggressori, anche un 48enne trentino, elettricista di Predazzo.

 

Non ancora chiare le dinamiche né i moventi della violenta aggressione. L'avvocato sarebbe stato invitato a scendere da una coppia, formata appunto dal 48enne trentino e dalla moglie, una commercialista padovana di 47 anni, per parlare con una loro amica. Agli inviti piuttosto insistenti e alle minacce della coppia, il penalista aveva deciso di rispondere con il pugno duro, allontanando così gli sgraditi visitatori.

 

Nemmeno il tempo di aprire, però, che i due si scagliavano contro di lui, per nulla intimoriti dalla pistola e dagli spari esplosi in aria per allontanarli. Per un minuto e mezzo, l'ex senatore e deputato veniva colpito da una raffica di colpi che lo lasciavano con una maschera di sangue. Alle urla i vicini chiamavano i carabinieri ma, prima del loro arrivo, i due si erano già allontanati.

 

Il fatto, avvenuto attorno alle 23 di mercoledì 30 settembre, sarebbe stato immediatamente denunciato dall'avvocato, con una chiamata giunta in questura a cui ne seguiva, poco dopo, un'altra da parte dei due aggressori. Le versioni, chiaramente, non collimavano, ma dopo le prime indagini i due venivano sottoposti ad arresto con le accuse di lesioni aggravate, rapina (gli sottraevano infatti l'arma) e porto illegale di arma in luogo pubblico. La trentenne che li accompagnava è stata invece denunciata a piede libero.

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