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Produttore di vino altoatesino manda un jet a recuperare 8 lavoratrici stagionali romene. “Sarebbe stato come un concerto alla Scala senza violini”

Un produttore vitivinicolo di Termeno sulla Strada del Vino ha noleggiato un jet privato per recuperare 8 stagionali specializzate dalla Romania. Nonostante il "corridoio verde" europeo, infatti, erano state bloccate a bordo di un pulmino dalle autorità ungheresi. "Non è un capriccio - ha spiegato la responsabile marketing dell'azienda - fanno un lavoro per cui sono state formate da dieci anni e da cui dipende il futuro dell'annata"

Di Davide Leveghi - 20 May 2020 - 10:45

TERMENO (BZ). Reperire gli stagionali per l'agricoltura in questa fase di chiusura non è questione di lana caprina. Il congelamento di Schengen e le conseguenti chiusure dei confini, la sospensione di tutte le comunicazioni aeree e le diverse regole adottate dai singoli Paesi per contrastare la diffusione a macchia d'olio del contagio hanno infatti posto un serio punto di domanda a tutti coloro che necessitano di manodopera per portare a casa i frutti del duro lavoro agricolo.

 

Quando la manodopera, poi, è stata formata per anni e svolge un lavoro cruciale nei destini delle colture, le chiusure rendono la questione ancora più delicata. Per questo nel tentativo di rompere un'impasse venutasi a creare al confine tra Ungheria e Romania, dove un pulmino di lavoratrici specializzate era stato bloccato sulla via per Termeno, il noto produttore vinicolo del paesino sulla Strada del Vino, Martin Foradori, proprietario della cantina Hofstätter, ha deciso di noleggiare un jet privato.

 

Una soluzione sicuramente costosa, ma che dimostra la centralità di queste lavoratrici per il lavoro nei filari della tenuta Hofstätter. “E' come avere un concerto alla Scala senza i violini, mi ha detto Martin con una frase che ha del commovente – racconta la responsabile marketing Renza Zaninla loro è una danza tra i filari, un lavoro che hanno imparato in dieci anni di formazione e che risulta decisivo per le sorti dell'annata e di quella successiva. Per questo Martin ha fatto di tutto per cercare di 'riavere le sue donne'”.

 

 

(credits Isia Roma Design)

 

Le otto donne, partite con un pulmino dalla Romania in direzione Bassa Atesina, si sono viste negare il permesso di passare alla frontiera ungherese. E questo nonostante il “corridoio verde” istituito dalla Commissione europea per permettere agli stagionali di muoversi dai territori d'origine verso quelli di lavoro e le tante chiamate tra Bolzano, Roma e Bruxelles.

 

Al confine ungherese le nostre otto collaboratrici hanno dovuto fare retromarcia nonostante avessimo ricevuto garanzie sulla libera circolazione per i lavoratori stagionali – riferisce il viticoltore termenese con fare polemico – altro che Unione europea, questo è il solito teatrino di Bruxelles! Abbiamo cercato così di risolvere il problema in ogni modo ma senza esito positivo. Pertanto dopo due settimane di telefonate, contatti con politici locali, di Roma e dell'Unione europea, rappresentanti delle ambasciate, nonché intensi confronti con responsabili di associazioni di categoria, ci siamo visti costretti ad organizzare, in extremis, un jet privato dall'aeroporto di Bolzano a Cluj per portarle in Italia”.

 

“Per questo periodo economico una spesa non indifferente e forse anche folle ma senza questo il futuro delle mie vigne sarebbe segnato – continua - non avevo alternative. Devo dire, tuttavia, oserei dire da strozzini, dei pulmini a noleggio in questo periodo, il costo dell'aeromobile ha inciso poco di più sul trasporto”.

 

Nessun'altra alternativa, dice Hofstätter, risultava percorribile. “Qualcuno potrebbe obiettare che mi sarei potuto rivolgere ai numerosi disoccupati presenti nel territorio ma non è così. Ci abbiamo anche provato ma chi abbiamo ingaggiato per fare una prova dopo due ore se ne è andato 'perché il lavoro era troppo faticoso!'. Le chiacchiere dei politici e rappresentanti di categoria inoltre ci hanno fatto anche perdere tempo, tempo durante il quale potevamo anche provare ad insegnare questo delicato lavoro ai locali interessati. Le operazioni di potatura a verde come la scacchiatura sono interventi delicati per la vigna, per i quali serve manodopera specializzata, con esperienza e soprattutto 'just in time'. Questi lavori incidono sulla produzione dell'annata in corso ma anche sulla prossima potatura invernale”.

 

Le viti pregiate, dunque, sono state “salvate”, potendo tornare nelle esperte mani delle lavoratrici specializzate. “Stiamo parlando di viti che producono un pinot nero da 180 euro a bottiglia – aggiunge ancora Zanin – serve esperienza su vigne che hanno più di 80 anni. Per questo dunque non si è badato a spese perché il lavoro va fatto ora e bene, non è un capriccio”.

 

E mentre sul fronte stagionali agricoli l'Alto Adige pare aver tentato di sbloccare la situazione con un'ordinanza del 19 maggioper il produttore termenese l'atteggiamento di Roma fino ad ora sulla questione è stato incoerente e inefficace. “In Germania le procedure sono molto più chiare e snelle – conclude amaro – in Italia non siamo stati capaci nemmeno di copiare le misure intelligenti messe in atto da altri Paesi della Comunità europea”.

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