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Prostituta positiva al Covid e residente a Trento, la Questura: ''Giunta a Vicenza solo recentemente. Rintracciato l'uomo che l'ha portata in ospedale''

La polizia di stato ha diramato un comunicato dove si spiega che pur essendo ancora molto difficile avviare l'indagine epidemiologica perché la giovane continua a non collaborare, è stato rintracciato l'uomo (anch'egli nigeriano) che l'ha portata in ospedale venerdì ed è stato sottoposto a tampone

Pubblicato il - 22 luglio 2020 - 13:27

VICENZA. ''In merito alla situazione della giovane donna attualmente ricoverata in ospedale al momento, non vi è ancora prova che la stessa, oltre a quanto dichiarato ai medici (nei confronti dei quali mantiene comunque un atteggiamento non collaborativo), abbia esercitato attività di prostituzione all’interno del Comune di Vicenza, ove risulta essere giunta solo recentemente, essendo residente fuori regione. La stessa non risulta in precedenza mai controllata nel Comune o nella provincia di Vicenza''. E infatti il luogo di residenza della 23enne nigeriana giunta all'ospedale San Bortolo di Vicenza venerdì scorso affetta da Covid-19 risulta essere Trento.

 

Emergono importanti dettagli, in queste ore, dalla questura vicentina che ha diramato un comunicato dove spiega che, finalmente, ieri, dopo quattro giorni, l'uomo che aveva accompagnato la giovane in ospedale si è ripresentato nella struttura e si è sottoposto a tampone risultando negativo. Si tratta di un altro nigeriano con residenza a Torino ma domiciliato a Vicenza per lavoro che, spiega la polizia di stato in un comunicato stampa, il 17 luglio ''dopo essere uscito dalla propria abitazione per recarsi al supermercato, giunto in Viale San Lazzaro, ha incontrato la giovane in questione, mai in precedenza conosciuta, che, dopo una breve conversazione, gli ha chiesto di accompagnarla all’ospedale in quanto non si sentiva bene''.

 

Da quel momento in poi, la donna, risultata positiva al tampone, si è chiusa in sé stessa forse per paura di possibili ritorsioni e alle domande del Servizio di igiene pubblica e delle forze dell'ordine che volevano attivare l'indagine epidemiologica ricostruendo la rete di contatti (clienti, loro familiari, ''colleghe'', sfruttatori) della 23enne lei non ha dato risposte. Addirittura l'uomo che l'avrebbe accompagnata in ospedale le avrebbe dato il suo numero di telefono. ''Ieri mattina - prosegue la Questura - personale del posto di polizia, riusciva a mettersi in contatto con il predetto cittadino nigeriano (dopo vari tentativi effettuati senza esito nei giorni scorsi), spiegandogli che, per la propria salute e per l’incolumità pubblica, si doveva assolutamente recare al pronto soccorso, per farsi sottoporre al tampone Covid (in ragione della positività della suddetta ragazza)''.

 

''Lo straniero - proseguono le forze dell'ordine - si è subito reso conto della gravità della situazione, così, ieri, verso le ore 14.00, si è recato al pronto soccorso del locale Ospedale S. Bortolo, dove è stato sottoposto al tampone Covid che al termine sortiva esito negativo. Nel frattempo una Volante della Questura, giunta presso lo stesso Ospedale S. Bortolo, provvedeva ad identificare compiutamente l’interessato, acquisendo formali dichiarazioni in merito all’accaduto. In merito alla situazione della giovane donna attualmente ricoverata in ospedale, invece, al momento, non vi è ancora prova che la stessa, oltre a quanto dichiarato ai medici (nei confronti dei quali mantiene comunque un atteggiamento non collaborativo), abbia esercitato attività di prostituzione all’interno del Comune di Vicenza, ove risulta essere giunta solo recentemente, essendo residente fuori regione. La stessa non risulta in precedenza mai controllata nel Comune o nella provincia di Vicenza”.

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