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Puntarono la pistola per farsi consegnare gli incassi della sala slot sul Garda: due arresti

Durante la rapina rimasero feriti sia il titolare della sala slot che uno dei malviventi, ora dopo quasi un anno di indagini i carabinieri sono riusciti ad arrestare gli altri due complici della rapina. Denunciata anche la donna che aveva prestato l’auto

Pubblicato il - 05 giugno 2020 - 17:36

PESCHIERA DEL GARDA (VR). Non si erano fatti scrupolo di puntare la pistola contro il titolare di una sala slot di Pescantina nel tentativo di farsi consegnare gli incassi della giornata. La vittima però aveva reagito brandendo un coltello da cucina costringendo alla fuga i malfattori che si allontanavano a bordo di una Toyota Yaris a mani vuote.

 

Ciò avveniva lo scorso 18 agosto 2019 e nella circostanza, rimasero feriti sia il titolare della sala slot giudicato guaribile in giorni 6, che uno dei malviventi arrestato in ospedale. Il rapinatore, classe 1949, morì lo scorso gennaio per ischemia mentre si trovava ristretto presso la Casa Circondariale di Verona Montorio.

 

Nonostante la rapina fosse stata ripresa dalle telecamere, altri due malviventi riuscirono a far perdere le tracce. Ad ogni modo, grazie alle immagini registrate era stato possibile ricostruire parte della fuga dei rapinatori, avvenuta a bordo di un’autovettura Toyota Yaris.

 

Dagli accertamenti effettuati sulla proprietaria del veicolo, dalla denuncia di furto dalla medesima presentata e dall’estrapolazione dei tabulati dei telefoni cellulari delle persone coinvolte, ha avuto inizio un’ulteriore attività d’indagine che, supportata anche da intercettazioni telefoniche e ambientali, ha permesso di raccogliere inconfutabili elementi di prova a carico dei malviventi e di deferire una donna per simulazione e di reato.

 

Nello specifico, si è appurato che la donna aveva denunciato falsamente di aver subito il furto della sua Toyota Yaris che poi avrebbe “casualmente” ritrovato qualche giorno dopo la rapina, il mezzo infatti era stato prestato volontariamente a uno dei rapinatori. Secondo quanto riferito dai carabinieri avrebbe dichiarato una serie di falsità per coprire uno dei malviventi.

 

Alla luce delle prove raccolte i carabinieri hanno arrestato i due presunti rapinatori, un soggetto classe 1953 originario di Bussolengo e il complice del 1960 originario di San Pietro in Cariano, con l’accusa di tentata rapina aggravata, lesioni personali e porto abusivo di armi.

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