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''Sguardo buono e tratto gentile. Ci ha aiutato a comprendere l'importanza di essere città aperta, dell'incontro e della pace'', il sindaco Valduga ricorda Carlo Spagnolli

E' enorme il cordoglio per la morte di Spagnolli, tantissimi i messaggi e i ricordi sui social. Il medico si è sempre messo a disposizione, una vita di lavoro in situazioni estreme in Uganda e Eritrea, Etiopia, Camerun e Zimbabwe. Valduga: "E' stato d'aiuto davvero e poi ha stimolato tutti noi roveretani, soprattutto attraverso le associazioni cui ha saputo dare vita"

Pubblicato il - 03 febbraio 2020 - 15:26

ROVERETO. "Mi hanno sempre colpito lo sguardo buono e il tratto gentile di Carlo Spagnolli", queste le parole di Francesco Valduga, sindaco di Rovereto, per ricordare il medico scomparso a 70 anni (Qui articolo). "Lo sguardo di chi ha speso una vita al servizio dei più deboli: in questo modo ha ricordato alla sua città l'importanza dell'apertura al mondo, del saper accogliere. L'importanza della concretezza del bene, l'idea che le grandi pulsioni devono essere concretizzate nel lavoro".

 

E' enorme il cordoglio per la morte di Spagnolli, tantissimi i messaggi e i ricordi sui social. Il medico si è sempre messo a disposizione, una vita di lavoro in situazioni estreme in Uganda e EritreaEtiopiaCamerun e Zimbabwe per curare le persone e organizzare presidi sanitari tramite l'aiuto e il coinvolgimento di numerose associazioni quali Spagnolli Bazzoni di Rovereto e Life line Dolomites, ma anche la Provincia di Trento e Antoniano di Bologna, la Fondazione Rita Levi Montalcini e i numerosi sostenitori privati in TrentinoLombardiaEmilia RomagnaFriuli e Liguria.

 

"E' stato d'aiuto davvero e poi ha stimolato tutti noi roveretani - prosegue Valduga - soprattutto attraverso le associazioni cui ha saputo dare vita. Ci ha aiutato a comprendere l'importanza di essere città aperta, città dell'incontro, città della pace. E' stato prima di tutto un medico capace di fare il suo lavoro nelle circostanze più difficili, ma poi è andato oltre, stimolando progetti di solidarietà e condivisione che sono diventati progetti della città, basta pensare a tutte le cose che ci sono sul territorio africano messe in campo dai roveretani dietro suo stimolo".

 

Un medico missionario che ha dedicato la vita e la sua attività ai più poveri e deboli. "Ha migliorato tutti i posti in cui ha prestato servizio e nel farlo ha migliorato noi, che da Rovereto guardavamo con ammirazione e orgoglio le sue azioni. Rovereto lo ricorderà in maniera adeguata", conclude Valduga.

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