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Venti anziani scoperti a giocare a carte e bere, la polizia locale li rispedisce a casa. In Emilia 19 positivi in una bocciofila

I trasgressori sono stati rimproverati e spediti a casa ma la polizia locale avverte: “Dobbiamo rilevare che alcuni non hanno ben compreso lo spirito delle regole sugli spostamenti e, nostro malgrado, dovremo passare dalla fase informativa a quella repressiva”

Foto d'archivio che non ritrae le persone realmente coinvolte nella vicenda
Pubblicato il - 11 marzo 2020 - 11:27

ROVERETO. Da  alcuni giorni sono entrate in vigore le nuove disposizioni per limitare i contatti fra persone e di conseguenza le possibilità che il coronavirus si propaghi. Anche in Trentino le forze dell’ordine hanno attivato i controlli per verificare che le persone stiano effettivamente rispettando i divieti (QUI articolo).

 

Gli spostamenti possono avvenire solo se motivati da esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute da attestare mediante autodichiarazione, che potrà essere resa anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia (QUI un approfondimento).

 

Succede però che non tutti i divieti siano stati ben recepiti, anche se fino ad ora le forze dell’ordine non hanno usato la mano pesante, ad esempio è capitato che nel comune di Rovereto sono stati sorpresi una ventina di anziani, riuniti all’interno di un circolo, mentre erano intenti a giocare a carte e bere come se nulla fosse.

 

In questo caso la polizia locale ha mandato tutti a casa senza elevare contravvenzioni ma raccomandando di lavarsi bene le mani e di stare più attenti in futuro. Gli anziani, vuoi perché poco pratici di social e informazione online, sono i più esposti a cadere in errore, su tutti il caso di Bologna dove 19 anziani sono risultati positivi al coronavirus, contratto perché nonostante le raccomandazioni avevano continuato a frequentare la bocciofila del paese.  

 

D’ora in avanti però i controlli saranno più stringenti: “Dobbiamo rilevare che alcuni non hanno ben compreso lo spirito delle regole sugli spostamenti e, nostro malgrado, a breve dovremo passare dalla fase informativa a quella repressiva”, avverte la polizia locale della Valle del Chiese.

 

Si ricorda che per chi dovesse infrangere l’articolo 650 del codice penale, ovvero “Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità” che punisce chiunque non si attenga a un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia, sicurezza pubblica, ordine pubblico o d’igiene, la pena prevede l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 206 euro, salvo che il fatto costituisca più grave reato.

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