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VIDEO. Irruzione nel capannone-bunker della marijuana, malviventi catturati con un trucco: sequestrate oltre 400 piante

Il capannone era stato attrezzato come un vero bunker, all’interno due enormi serre per la coltivazione di marijuana. I carabinieri hanno sequestrato oltre 400 piante che, secondo le stime, avrebbero prodotto circa 70 chili di sostanza, del valore approssimativo di 500.000 euro

Pubblicato il - 30 agosto 2020 - 14:00

CASTELNUOVO DEL GARDA (VR). Dopo alcune segnalazioni circa dei movimenti e degli “odori” sospetti che provenivano dalla zona industriale di Castelnuovo del Garda, i carabinieri di Peschiera del Garda hanno iniziato a setacciare la frazione di Oliosi. Grazie a un’attenta attività d’indagine le attenzioni si sono concentrate su un capannone in particolare.

 

Sulla carta il fabbricato, di proprietà di una società di Roma, avrebbe dovuto ospitare un’impresa di carpenteria metallica, eppure non parevano esserci movimenti di lavoratori. Dopo lunghe ed estenuanti ore di attesa, nel cuore della notte del 26 agosto i militari hanno notato un furgone che faceva ingresso nel piazzale, parcheggiandosi con la parte posteriore a ridosso del portone d’accesso. A bordo due uomini che, dopo essersi guardati intorno, hanno chiuso il cancello esterno con una catena e un lucchetto di grosse dimensioni, dopodiché hanno iniziato a entrare ed uscire dallo stabile, portando in spalla dei grandi sacchi.

 

Il servizio di osservazione, protrattosi per tutta la notte, ha permesso di appurare che all’interno del capannone vi erano delle attività anomale e sicuramente non compatibili con quelle di una carpenteria metallica, in quanto, anche a distanza, era possibile vedere una forte luce azzurra fluorescente e all’esterno era chiaramente percepibile l’odore di sostanza stupefacente.

 

Dopo ore di appostamento, i carabinieri si sono resi conto che i malfattori si erano ben organizzati in modo da rendere il capannone praticamente inaccessibile, alla stregua di un bunker. Qualsiasi tentativo di accesso sarebbe stato notato tempestivamente dai soggetti che avrebbero potuto darsi alla fuga. A quel punto i militari hanno elaborato un ingegnoso piano per attrarre in trappola i malviventi: alle prime luci dell’alba, mentre i due soggetti erano ancora chiusi all’interno del capannone, è stata staccata la corrente. Ciò ha costretto entrambi i soggetti ad uscire allo scoperto, cadendo nella trappola dei carabinieri.

 

All’interno del capannone i militari hanno scoperto una vera e propria coltivazione: una parte dello stabile era stata divisa in due grandi serre, realizzate in cartongesso, all’interno delle quali erano stati installati degli impianti di illuminazione con oltre 35 lampade a led e decine di alimentatori di elevata potenza, fino ai 600 Watt, sistemi di aerazione con tubi di alluminio e ventilatori, il tutto collegato ai contatori dell’energia elettrica, pericolosamente modificati.

 

Il sopralluogo all’interno delle serre ha permesso di rinvenire un totale di 325 piante di cannabis in singoli vasi, già fiorite e dell’altezza di oltre un metro, oltre a 102 piantine in vaso, di nuova coltivazione e appena germogliate, posizionate nel soppalco dello stabile, con illuminazione dedicata. Durante le fasi di perquisizione, è stato rinvenuto anche un sacchetto contenente 170 grammi di marijuana, già essiccata e triturata, pronta per la vendita.

 

La prima stima effettuata sulle piante rinvenute, tenendo conto del grado di maturazione e dei sistemi adoperati dai malfattori, è di un prodotto finito e pronto alla vendita per un peso complessivo di oltre 70 chili di marijuana, del valore approssimativo sul mercato illegale di circa 500.000 euro. Sono tuttora in corso dettagliati accertamenti, in quanto l’ingente valore della sostanza stupefacente rinvenuta e le particolari e costose attrezzature utilizzate per la coltivazione fanno presupporre che dietro ai due arrestati vi possa essere una organizzazione criminale ben delineata e articolata sul territorio. Dopo le operazioni, i malviventi di 28 e 20 anni, entrambi di origine albanese e irregolari sul territorio, sono stati arrestati con l’accusa di produzione e detenzione di sostanze stupefacenti del tipo marijuana. I due uomini sono stati quindi assegnati alla casa circondariale di Verona Montorio.

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