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Visite nelle strutture psichiatriche, l'Apss: ''Sospese dal 18 marzo''. E oggi sono arrivate le nuove ''linee guida Covid''

Dopo la richiesta di alcuni lettori di approfondire ulteriormente la questione abbiamo contattato l'Azienda sanitaria che ci ha spiegato come già da mercoledì scorso gli accessi alle strutture fossero sospese. I nostri dati risalivano a pochi giorni prima, il 13 marzo (quando in pieno diffondersi dell'epidemia si prevedeva che ''i parenti/conoscenti possono entrare in reparto con un massimo di un visitatore alla volta per ogni utente''), ma, fortunatamente, risultavano superati dal 18 marzo

Di Luca Pianesi e Davide Leveghi - 24 marzo 2020 - 13:03

TRENTO. ''Nell’articolo pubblicato il giorno 22 marzo da Il Dolomiti si riporta una situazione completamente non rispondente alla realtà per quanto riguarda il Servizio psichiatrico diagnosi e cura (Spdc) dove le visite di parenti sono state ristrette da subito, al minimo indispensabile fino a sospenderle (in accordo con le decisioni del Presidio di Trento) dal giorno 18 marzo''. Questa la comunicazione dell'Azienda sanitaria in merito al nostro articolo di domenica dal titolo ''Emergenza Coronavirus, continuano le visite di parenti e amici nelle strutture psichiatriche. Si temono contagi'' dopo che abbiamo interpellato l'Apss. Un articolo che, a questo punto, alla luce di quanto comunica l'Azienda risulta, fortunatamente, superato di 4 giorni e che quindi dobbiamo rettificare.

 

Un articolo di domenica cui è seguito, lunedì 23 marzo, un documento inviato dall'Apss alle strutture con le ''nuove linee guida Covid psichiatria'' dove, tra le altre cose, si specifica che di norma la fruizione di permessi esterni va evitata, vanno favoriti i contatti telefonici e insomma si pongono ulteriori restringimenti cercando di ridurre al minimo qualsiasi tipo di visita e quindi qualsiasi possibilità di contagio. Linee diverse rispetto a quelle del 13 marzo quando il virus si stava diffondendo a macchia d'olio e da 4 giorni tutta Italia era stata chiusa diventando tutta ''zona protetta''. Quel 13 marzo, infatti, si specificava che nelle strutture di Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura ''i parenti/conoscenti possono entrare in reparto con un massimo di un visitatore alla volta per ogni utente'' (come voleva permettere di fare l'assessorato alla salute in Trentino per le Rsa trovando, fortunatamente, la netta opposizione di Upipa e delle strutture). 

 

L'Apss ci comunica, oggi, che le visite di parenti sono state ristrette da subito, al minimo indispensabile ''fino a sospenderle (in accordo con le decisioni del Presidio di Trento) dal giorno 18 marzo. Da allora sono sospese tutte le visite tranne quelle ritenute indispensabili per l’assistenza (rare), nel qual caso il parente viene sottoposto ad un pre-triage come accade per l’accesso nelle altre strutture Apss''. La rettifica, quindi, è d'obbligo. Non sono più in vigore da qualche giorno, fortunatamente, queste disposizioni come ci era stato fatto notare da alcuni lettori che ringraziamo per averci contattati e che ci hanno permesso di approfondire ulteriormente la notizia chiedendo all'Apss una smentita. 

 

Pubblichiamo la rettifica integrale dell'Azienda 

 

 

Preme evidenziare che, in questa fase epidemica, l’operatività delle strutture è vincolata ad aggiornamenti e modifiche continue e pertanto la pubblicazione di notizie incomplete o non aggiornate, basate su documenti obsoleti può creare confusione negli utenti, familiari, operatori e cittadini.

 

Apss smentisce quanto pubblicato nell’articolo e conferma che le strutture residenziali e ospedaliere afferenti al dipartimento di psichiatria osservano scrupolosamente le regole espressamente previste dalle norme aziendali, provinciali e nazionali, norme soggette a costanti aggiornamenti. Eventuali e improbabili eccezioni, analogamente ad ogni altra struttura sanitaria, avvengono all'interno di un bilanciamento fra il diritto del singolo a ricevere le migliori cure e la tutela della salute della collettività.

 

In particolare l’Unità operativa di psichiatra Val d’Adige, Valle dei Laghi, Vallagarina e Altipiani Cimbri è uscita il 9 marzo, il giorno stesso del Dpcm, con una bozza di documento ,che si è andato a perfezionare nei giorni successivi e che ha ristretto le attività del Centro di salute mentale, Centro diurno, Day hospital fino a ridurre al minimo indispensabile le visite ambulatoriali per sostituirle con telefonate e video-telefonate.

 

Nell’articolo pubblicato il giorno 22 marzo Il Dolomiti si riporta una situazione completamente non rispondente alla realtà per quanto riguarda il Servizio psichiatrico diagnosi e cura (Spdc) dove le visite di parenti sono state ristrette da subito, al minimo indispensabile fino a sospenderle (in accordo con le decisioni del Presidio di Trento) dal giorno 18 marzo. Da allora sono sospese tutte le visite tranne quelle ritenute indispensabili per l’assistenza (rare), nel qual caso il parente viene sottoposto ad un pre-triage come accade per l’accesso nelle altre strutture Apss.

 

Nelle Comunità, dallo stesso giorno del Dpcm, sono state ridotte le visite passando a subito a una visita settimanale – come affermato nell’articolo – sebbene in accordo con la direzione le visite sono state ridotte al minimo o sospese, da oramai una settimana, consentendo la visita settimanale di un parente nei soli casi in cui sia ritenuto questo contatto indispensabile. La visita, anche in questo caso deve sempre superare un pre-triage.

 

Preme evidenziare che nel decreto ministeriale (articolo 2 comma q) si fa riferimento soprattutto alle Rsa e non ai servizi psichiatrici. Ciononostante, a tutela della salute di operatori e pazienti, Apss ha applicato le indicazioni riducendo le viste in Spdc e in Comunità, diminuendo le attività ambulatoriali per svolgere solamente quelle indifferibili (circa il 5%) e sostituendole con telefonate e video chiamate e in alcuni casi con assistenza domiciliare. Inoltre è stata praticamente sospesa l’attività dei Centri diurni che sono passati da accogliere 20-30 persone al giorno a 1-3 persone.

 

Per quanto riguarda le riunioni di rete e quelle tra operatori dal 9 marzo si tengono in video conferenza o rispettando le distanze di sicurezza citate nel decreto.

 

Infine preme evidenziare che, come per tutte le altre strutture Apss, al mutare della situazione epidemiologia è previsto mutino le indicazioni operative al personale e in questo ambito ieri, lunedì 23 marzo, è stato distribuito al personale un nuovo documento organizzativo redatto sulla base delle indicazioni ministeriali della scorsa settimana e condiviso con il Dipartimento di psichiatria e la direzione Apss venerdì 20 marzo.

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