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A Grigno manca il segnale tv ma il canone si paga comunque: il sindaco scrive al ministro Patuanelli

Da quando è stato introdotto il digitale terrestre per i cittadini di Grigno è diventato quasi impossibile guardare la tv, ma il canone continuano a pagarlo. Per provare a risolvere il problema il primo cittadino ha scritto al ministro: “Chiediamo di potenziare il segnale o comunque di intervenire per garantire il servizio informazione pubblica”

Di T.G. - 26 gennaio 2021 - 12:35

GRIGNO. Forse qualcuno dirà che in fin dei conti è un problema da poco ma, provare per credere, basta chiedere cosa ne pensano agli abitanti di Grigno che da anni devono fare i conti con la carenza del segnale o addirittura la completata assenza di ricezione per quanto riguarda i canali televisivi. Senza dimenticare che puntualmente, ogni anno, assieme alle bollette arriva da pagare il canone Rai: 90 euro per un servizio che non viene erogato.

 

Ora però il sindaco di Grigno Claudio Voltolini ha perso la pazienza e a fronte delle innumerevoli lamentele ha deciso di scrivere una lettera indirizzata al ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro ma anche al deputato leghista Mauro Sutto e al presidente del Consiglio regionale Roberto Paccher. “È all’incirca dal 2012 quando è stato introdotto il digitale terrestre che sono iniziati i problemi”, ricorda il primo cittadino di Grigno.

 

Una problematica segnalata più volte ma finora mai risolta e che, come sottolinea Voltoliniin questo particolare periodo di pandemia, caratterizzato da tempi di lunga permanenza in casa, risulta particolarmente sentita dalla popolazione. Per molti cittadini di fatto è impossibile la visione di numerosi canali ben visibili invece nei comuni limitrofi della Bassa Valsugana, creando così diffuso malcontento anche a fronte dell’obbligo di versamento del canone televisivo”. Insomma una mancanza “incomprensibile e ingiusta” alla quale si chiede di porre rimedio “potenziando il segnale o comunque intervenendo per garantire il servizio di informazione pubblica”.

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