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Altissima tensione in Colombia per l'emergenza Covid e la riforma fiscale (ritirata con dimissioni del ministro). Protesta pacifica anche a Trento

I manifestanti sono scesi in piazza con magliette, bandiere e candele per manifestare per portare all'attenzione quanto avviene in Colombia. Il Paese sudamericano attraversato da fortissime tensioni sociali

Pubblicato il - 06 May 2021 - 20:50

TRENTO. Diverse decine di persone si è radunata in piazza Duomo, una protesta pacifica di alcuni cittadini colombiani anche a Trento.

 

I manifestanti sono scesi in piazza con magliette, bandiere e candele per portare all'attenzione quanto avviene in Colombia.

 

La tensione sociale è altissima in Colombia, tanto che lunedì 3 maggio il ministro delle finanze e del credito pubblico, Alberto Carrasquilla (già ministro del governo dell’ex presidente Alvaro Uribe e coinvolto in scandali di corruzione), ha presentato le sue dimissioni all’attuale presidente della Repubblica, Ivan Duque.

 

Una decisione del ministro che si innesta sulla situazione complicata che attraversa il Paese: il 28 aprile scorso è stato proclamato dai sindacati uno sciopero nazionale contro la riforma fiscale, un piano imposto in modo autoritario e presentato come un male necessario per poter rispondere ai debiti internazionali e alle nuove esigenze di supporto delle fasce più colpite dalle conseguenze economiche dell'emergenza Covid. Fin dall’inizio però l’opposizione nel congresso e la popolazione non hanno accettato questo atteggiamento.

 

La riforma fiscale proposta da Duque intende raccogliere circa 5.680 milioni di euro da recuperare in quelle fasce medie che più hanno sofferto l’impatto dell'epidemia. Da lì è partita la chiamata alla piazza che è riuscita a riunire cinque milioni persone in 600 città: la maggior parte della manifestazioni si sono svolte in maniera pacifica, ma non sono mancati disordini, scontri e saccheggi nelle principali città quali Bogotà, Cali e Medellin.

 

La repressione delle forze dell’ordine non è mancata e secondo il difensore civico colombiano si contano 24 morti, oltre 800 feriti e 89 persone di cui si sono perse le tracce tra il 28 aprile e il 3 maggio. Una brutalità condannata da Onu, Unione europea e numerose organizzazioni non governative.

 

La riforma è stata ritirata, sono arrivate le dimissioni di Carrasquilla ma la tensione nel Paese è alta, anche per il ritardo nel piano vaccini per contrastare Covid, il sistema sanitario al collasso e una situazione epidemiologica considerata poco chiara. Inoltre il governo intende presentare anche una riforma del sistema sanitario.

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