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Assistenza sanitaria 'a distanza' e un ambulatorio mobile per vaccinazioni e screening: all'Ulss 1 Dolomiti progetto da 1,5 milioni per la telemedicina

E' stato approvato il potenziamento della telemedicina dell'Ulss 1 Dolomiti: si tratta di un progetto da 1,5 milioni di euro cofinanziato dal Fondo Comuni confinanti e attuato dalla Provincia di Belluno

 

Foto Intel Free Press
Pubblicato il - 04 August 2021 - 19:34

BELLUNO. Nuovi servizi di assistenza sanitaria 'a distanza' e l'acquisto di un camper attrezzato come ambulatorio per vaccinazioni e screening, che si muoverà per tutto il territorio provinciale, in particolare nelle aree più periferiche: approvato il progetto da 1,5 milioni di euro per il potenziamento della telemedicina dell'Ulss 1 Dolomiti, cofinanziato dal Fondo Comuni confinanti e attuato dalla Provincia di Belluno.

 

“La montagna bellunese avrà un servizio in più. È così che si mettono a frutto per davvero le risorse del Fondo Comuni confinanti”. È il commento del presidente del Comitato paritetico del Fondo, Dario Bond, all’approvazione del potenziamento della telemedicina nel territorio dell’Ulss 1 Dolomiti. Un progetto da 1,5 milioni di euro cofinanziato per 1.120.000 euro dal Fondo Comuni confinanti e inserito all’interno del cosiddetto 'pacchetto Covid' varato a dicembre dal consiglio provinciale

 

“Si tratta di un progetto importantissimo e strategico, per dotare il territorio di un servizio ulteriore, e ringrazio la grande operatività della direzione Ulss e dello staff. La telemedicina è fondamentale in montagna, soprattutto in un momento di grande carenza di medici. Ed è per questo che il Fondo, con il mio predecessore Roger De Menech ha dedicato grande attenzione a questo tema, anche grazie alle proposte avanzate dalla Provincia - commenta Dario Bond -. Sia chiaro, però: la telemedicina non è e non sarà mai la soluzione di tutti i problemi sanitari del territorio. Può tuttavia fissare un punto di riferimento che consente sicurezza maggiore in aree periferiche e spopolate. L’importante è che sia affiancata da un collegamento internet efficiente e capillare. In tal senso, può diventare uno degli strumenti con cui contrastare la grave crisi demografica delle 'terre alte'”.

 

Soddisfatto anche Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno, ente soggetto attuatore della quota di progetti strategici in quota al Fondo Comuni confinanti: “La telemedicina è un servizio in più per la montagna bellunese, grazie al gioco di squadra tra Provincia, Fondo Comuni confinanti e Ulss. Il progetto può costituire un servizio ulteriore, a beneficio soprattutto delle comunità più isolate e periferiche. È con questa visione che l’abbiamo inserito all’interno del 'pacchetto Covid', varato a dicembre scorso, grazie alla collaborazione tra Provincia e Fcc. È fondamentale che l’accesso alla sanità sia garantito a tutti i bellunesi, anche a chi vive in zone oggi disagiate e non servite adeguatamente".

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