Contenuto sponsorizzato

Caso Pedri, parla il fidanzato: ''Io l'aspetto, spero la trovino presto, che stia bene e si sia allontanata da quell'ambiente lavorativo che l'aveva consumata''

Guglielmo Piro è il fidanzato di Sara Pedri. L'ultimo messaggio la sera prima della scomparsa: ''Le ho scritto 'Ti amo' ma non l'ha mai letto".  E sulle indagini spiega: "Non punto il dito contro nessuno. Se c'è un colpevole pagherà. A me interessa solo di Sara e che torni da noi''

Di Giuseppe Fin - 24 July 2021 - 06:01

TRENTO. “Ci siamo sentiti per l'ultima volta la sera del 3 marzo. Su WhatsApp le ho scritto 'Ti amo' ma il messaggio non l'ha mai letto ed è rimasto così, fermo, con due spunte grigie e basta''. Guglielmo Piro è il fidanzato di Sara Pedri, la giovane ginecologa scomparsa il 4 marzo scorso da Cles. Tra loro due i contatti erano quotidiani, si sentivano spesso, alla mattina per il buongiorno e alla sera per raccontarsi come avessero trascorso la giornata e per darsi la buonanotte.

 

Originario di Cosenza, Guglielmo ha conosciuto Sara alcuni anni fa e l'ha poi accompagnata nel percorso professionale di formazione non semplice che l'ha portata da Forlì andare a lavorare in Calabria e poi ancora trasferirsi in Trentino.

 

Non vuole parlare del suo rapporto privato con Sara. E' la cosa più importante che ha, quella che in questo momento gli permette di sentirsi ancora vicino a lei. “Sul nostro rapporto non sentirete da me nessuna parola”, ci dice appena iniziamo a parlare con lui.

 

Sara aveva partecipato a due concorsi. Uno per andare a Ferrara e un altro per entrare all'ospedale di Cles. Quando ha potuto scegliere il Trentino cosa ha detto?

Lei è una ragazza con una formazione completa portata avanti a Catanzaro nell'ambito della ginecologia ma anche nella chirurgia. La sua passione principale era però la Procreazione medicalmente assistita.

In Trentino Alto Adige lei ci era già stata. Aveva trascorso del tempo a Brunico dove aveva svolto la sua tesi di laurea. Amava lo sci ed è anche per questo che, quando ha avuto la possibilità di scegliere il Trentino come luogo in cui lavorare, era entusiasta.

 

Cosa raccontava all'inizio di questa sua esperienza?

Lei aveva scelto Cles ma praticamente fin da subito ha saputo che sarebbe stata trasferita a Trento per la questione del Covid19. Il secondo giorno di lavoro mi raccontò il primo episodio difficile. Aveva portato da casa il cibo per la pausa pranzo. Era seduta e stava iniziando a mangiare quando una persona le si è avvicinata e le ha chiesto di fermarsi subito. Mi raccontò che le disse: 'No no qui non si mangia, lascia e continua a lavorare'. Questo è l'episodio avvenuto nella primissima settimana. Il primo dei tanti che l'hanno sconvolta.

 

Ma Sara che ragazza è?

E' una ragazza a tremila, quando l'ho conosciuta e fino al periodo Covid faceva palestra, zumba, usciva con amici, colleghi, aveva una forza incredibile. Considera che lei è partita da Forlì ed è venuta in Calabria per lavorare. Solitamente il viaggio è all'incontrario. L'impatto inverso è molto più difficile e da questo si può capire la forza che aveva.

 

Nel raccontarti le sue giornate ti ha parlato di altri episodi?

Dopo questo episodio ha avuto un susseguirsi di difficoltà con l'ambiente lavorativo. Noi ci sentivamo alla mattina per il buon giorno, prima che andasse al lavoro e alla sera. Questo tutti i giorni.

C'è un altro episodio grave che mi raccontò ed è quello avvenuto in sala operatoria quando Sara è stata aggredita prima verbalmente e poi anche fisicamente da una strettissima collaboratrice del primario Tateo. Questa persona, ad un certo punto, è arrivata a darle uno schiaffo alle mani e a farle cadere il bisturi per terra per poi cacciarla fuori sala operatoria. Tutto questo davanti a tutti gli altri colleghi.

 

Ma quando l'ha vista cambiare?

Tra dicembre e gennaio. C'è un episodio che mi ha raccontato. E' avvenuto in un periodo in cui nevicava molto e lei non era abituata e aveva paura di tornare in macchina a Cles. Un pomeriggio aveva terminato alle 14 ma una collega più grande le chiese di rimanere in ospedale perché aveva necessità della sua presenza. Fu costretta per un intero pomeriggio rimanere in una stanzetta da sola senza far nulla e solo alle 21, terrorizzata dalla neve, è riuscita ad andarsene e prendere l'auto per tornare a casa.

 

Dopo questo episodio ha smesso di raccontarmi quello che le succedeva. Ha iniziato a cambiare atteggiamento nei confronti dell'ambiente di lavoro. Aveva paura ed ha iniziato ad andare al lavoro controvoglia. Io le dissi di dimettersi perché quello era un ambiente malsano. Ma da quel momento non mi ha più raccontato quello che le accadeva al lavoro, ma mi diceva solo che aveva avuto un'altra 'giornata nera' o un'altra 'giornata difficile'.

 

E quando lei le ha detto di dimettersi cosa le ha risposto Sara?

In quel momento era combattuta essendo il suo primo impiego e ha cercato di invogliarsi. Ma da quel momento quell'ambiente di lavoro ha iniziato a consumarla piano a piano.

 

Quando è stata l'ultima volta che l'ha sentita?

La sera prima della scomparsa mi ha chiamato per dirmi che si era dimessa e che si sentiva sollevata da un peso enorme. Mi ha detto che aveva finalmente mangiato bene dopo mesi e fatto una doccia rilassante. Volva farsi una bella dormita. Con un messaggio io le ho scritto che ero fiero di lei. Lei mi aveva scritto 'Ti amo' ed io le avevo risposto con le stesse parole, ma il mio messaggio non l'ha mai letto.

 

La mattina del quattro marzo non l'ho chiamata subito per non svegliarla vista che voleva farsi una bella dormita. Attorno all'ora di pranzo ho provato a telefonarle ma non ha più risposto. Dopo diversi tentativi non andati a buon fine ho iniziato ad allarmarmi ed ho avvisato la famiglia.

 

Per tanti il sospetto è quello che Sara si sia tolta la vita. Lei cosa pensa?

Io spero e continuo a sperare che sia scappata. Anche perché mi fa strano che non si trovi nulla dopo tanti mesi. Io spero di più in assoluto che prima o poi la trovino, che stia bene, che si sia allontanata per andare lontano da quell'ambiente lavorativo che l’ha consumata così da ritrovare sé stessa. Questo è quello che spero, perché Sara è una ragazza tosta.

 

Sta seguendo le indagini e quello che sta accadendo all'interno dell'Azienda sanitaria di Trento?

Su queste cose non ho nulla da dire e non le seguo più di tanto. Quello che so l'ho detto ai carabinieri e alla famiglia. Per tutto il resto della vicenda non mi interessa sapere di chi è colpa. Se c'è un colpevole pagherà ma non vado a puntare il dito contro nessuno. A me interessa solo di Sara e che torni da noi.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 27 settembre 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
28 settembre - 06:01
Il rifugio Filzi sul Finonchio ha chiuso la scorsa settimana la stagione estiva ed ora proseguirà, tempo permettendo, le aperture nei weekend. I [...]
Cronaca
28 settembre - 08:28
L'epicentro è nella provincia di Treviso e il sisma è stato avvertito anche nei territori vicini. Le prime due scosse sono state avvertiti [...]
Cronaca
28 settembre - 07:23
L'incendio si è sviluppato in un'azienda agricola di Ora, ad intervenire oltre ai vigili del fuoco del posto anche il corpo di Egna. Non ci sono [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato