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Con il Covid, l'influenza non c'è più? Tra mascherine, quarantene e vaccini quest'anno mai così pochi casi

Il Rapporto epidemiologico mostra che nella 53esima settimana (solitamente una di quelle di crescita) il dato è in calo con solo 1,4 casi per mille assistiti quando l'anno scorso erano 4,9

Di Luca Pianesi - 12 January 2021 - 18:34

TRENTO. ''In Italia, nella 53° settimana del 2020, l’incidenza delle sindromi simil-influenzali continua ad essere stabilmente sotto la soglia basale con un valore pari a 1,4 casi per mille assistiti. Nella scorsa stagione in questa stessa settimana il livello di incidenza era pari a 4,9 casi per mille assistiti''. Questo si legge nel Rapporto Epidemiologico InfluNet realizzato con il supporto del Ministero della Salute e che risponde a una delle tante domande che spesso si leggono sotto i commenti più o meno complottisti ad articoli sul coronavirus: ''E l'influenza che fine ha fatto? Non ce l'ha più nessuno?''.

 

Effettivamente il livello di diffusione è bassissimo, addirittura in calo rispetto alle scorse settimane mentre negli altri anni in questa fase la curva di diffusione si mostrava in costante salita. L'unico dato confrontabile in passato con il livello attuale è quello della stagione 2004-2005 la più ''benevola'' che si ricordi quando si era registrato il minimo storico di attività influenzale (venne colpita solo il 4% della popolazione). L’influenza, invece, come spiega il ministero della salute, colpisce ogni anno in media l'8% della popolazione italiana, mantenendo un livello intermedio rispetto a quello osservato nella stagione 2005-2006, in cui è stato registrato il minimo storico di attività influenzale (4%), e quello osservato nella stagione 2004-2005, in cui l’incidenza ha raggiunto il massimo livello (12%) dall’avvio della sorveglianza nel 1999.

 

 

InfluNet ha scorporato i dati anche per regioni ma purtroppo ''causa emergenza Covid-19, Provincia autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Sardegna, Campania e Calabria non hanno ancora attivato la sorveglianza'' e quindi mancano i dati di questi territori. ''Durante la cinquantatreesima settimana - si legge nel report - del 2020, 647 medici sentinella hanno inviato dati circa la frequenza di sindromi simil-influenzali tra i propri assistiti. Il valore dell’incidenza totale è pari a 1,41 casi per mille assistiti. Nella fascia di età 0-4 anni l’incidenza è pari a 2,91 casi per mille assistiti, nella fascia di età 5-14 anni a 0,98 nella fascia 15-64 anni a 1,36 e tra gli individui di età pari o superiore a 65 anni a 1,10 casi per mille assistiti''.

 

Perché sta succedendo tutto ciò? Sicuramente le norme per evitare il Covid sono efficacissime anche per i virus influenzali. Il fatto che la popolazione sia attenta, igienizzi frequentemente le mani, indossi sempre la mascherina ed eviti assembramenti ha effetti concreti anche per prevenire le influenze stagionali. La circolazione ridotta al minimo e le scuole chiuse hanno contribuito a bloccare le catene del contagio. E poi c'è il vaccino: oggi in Italia la copertura vaccinale generale è al 16,8% (quella dei soggetti a rischio, gli over 65, al 54,6%) in questa stagione 2019-2020 il dato più alto dal 2011 in questi 7 anni di forti spinte no-vax più o meno appoggiate anche da movimenti e partiti politici nazionali (negli anni precedenti il livello di vaccinazione era più alto).

 

 

 

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