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Da Amsterdam a Trento ''per vivere di musica'' sulle note del blues e del jazz: Samuele Ghezzi torna a ''casa'' con i The Hi-Stakes per un tour nel Nord Italia

Diplomato al triennio jazz del Conservatorio di musica Bonporti di Trento ha poi studiato al dipartimento di jazz del Conservatorio di Amsterdam. Nel 2018 è nata la sua attuale band. “Ad Amsterdam il miscuglio culturale è pazzesco. Già solo nella band siamo un tedesco, un messicano, un olandese, un israeliano ed io”. Il tour regionale parte questa sera dalla Locanda del Gatto Gordo. La loro musica farà ballare il pubblico con il rhythm and blues, le blues ballads e il jazz-blues 

Di Francesca Cristoforetti - 21 October 2021 - 16:16

TRENTO. Tra le note del blues e del jazz torna a suonare sui palchi di Trento Samuele Ghezzi, questa volta in tour nel Nord Italia con la sua band olandese “The Hi-Stakes”. Il quintetto di musicisti internazionali, con base ad Amsterdam, interpreteranno diversi generi musicali presenti negli anni ‘50 e ’60, con un loro repertorio interamente originale. Il loro viaggio partirà proprio da Trento, città natale di Samuele, da cui è partito il suo percorso da musicista: la prima tappa del gruppo sarà oggi (21 ottobre) alle 21 alla Locanda del Gatto Gordo. Seguiranno le esibizioni al Cinema Teatro Paradiso a Folgaria il 22 ottobre alle 21.00, al bar El Barrio a Trento il 23 ottobre alle 11.00 e per concludere al Bar Loki a Sluderno il 24 ottobre alle 21.00.

 

La loro musica farà ballare il pubblico con il rhythm and blues ispirato a Louis Jordan, con il suono delle blues ballads seguendo la scia di Percy Mayfield e con un jazz-blues simile al primo Ray Charles: “La nostra musica mischia tutti i generi anni ‘50 e ‘60, quindi rhytm and blues, jazz, blues, rock and roll, boogie-woogie – sostiene Ghezzi, voce e sassofono tenore - il tutto attraverso un’interpretazione nostra, data dall’esperienza musicale personale di ogni componente del gruppo e anche dalle nostre origini diverse. Il Blues non è solo un genere musicale, ma un’arte a sé, un sentimento”.

 

Sì allo stile vintage, no ai valori vintage”, si riassume così il loro motto. La band infatti riscrive testi in chiave moderna, rivisitando i valori degli anni '50: “Noi rivisitiamo il modo di scrivere i testi, che fino a metà ‘900 erano abbastanza maschilisti – sostiene Ghezzi - questo traspare molto anche da quelli dei più grandi artisti. Abbiamo cercato di togliere questa dimensione, attualizzandoli, cercando di dare più potere alle donne; più che di attivismo femminista parliamo di presa di coscienza e consapevolezza”.

 

 

Classe '95, Ghezzi e la sua musica sono già noti sul territorio, essendo ancora parte del gruppo Rocksteady, Sons of Trojan e del duo blues Jelly Roll Duo. Diplomato al triennio jazz del Conservatorio di musica Bonporti di Trento, la voce trentina prosegue con la sua carriera da musicista iscrivendosi al dipartimento di jazz del Conservatorio di Amsterdam, dove ha appena terminato i suoi studi e dove è nata nel 2018 la sua attuale band. “Amsterdam è senza dubbio un porto importante a livello internazionale, anche dal punto di vista musicale: il miscuglio culturale è pazzesco. Già solo nella band siamo un tedesco, un messicano, un olandese, un israeliano ed io”, sostiene la voce del gruppo. Oltre a lui infatti sono presenti l'olandese Gideon Tazelaar al sassofono tenore, il tedesco Linus Eppinger alla chitarra, il messicano Cesar Puente al contrabbasso e l'israeliano Joe Korach alla batteria.

 

I concerti degli Hi- Stakes creano sul palco un’atmosfera vintage, non soltanto grazie alle loro note, ma anche alle loro performance che fanno tornare inevitabilmente indietro nel tempo, a partire dall’abbigliamento: “Semplicemente ci teniamo a presentarci come il nostro tipo di musica ci ‘richiede’. Ogni genere musicale ha il proprio abbigliamento, ma credo che nel jazz e nel blues si sia molto perso questo aspetto, che è fondamentale per la performance, per dare un impatto più forte sul palcoscenico”. Il nome del gruppo, Hi-Stakes, denota una situazione ad alto rischio: “Ogni concerto crea una dimensione diversa, un contesto diverso”.

 

 

In autunno è prevista la registrazione del loro primo disco con dieci pezzi originali, in uno studio analogico, quindi senza l’utilizzo di tecniche moderne di registrazione. L’uscita è prevista per l’estate su disco in vinile: “Speriamo di tornare in Italia per presentare il disco, in un tour che coinvolga tutta la penisola”. La musica viene vista come una sorta di “missione”: “Viviamo di musica e vogliamo viverci per sempre, senza compromessi – conclude Ghezzi - per noi ha un significato totale, comprende tutti i momenti della nostra giornata. Si crea un legame talmente forte attraverso le note e l’improvvisazione che questo ci sprona a continuare questo percorso”.

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