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Da Bertagni 1882 si cercano dipendenti, 'porte aperte' nello stabilimento di Avio per trovare 35 nuovi addetti: “Stipendio base 1.450 euro netti”

Entrare e conoscere la fabbrica, incontrare il management, chiedere informazioni e lasciare il curriculum: nello stabilimento di Borghetto d'Avio di Bertagni 1882 venerdì 22 ottobre ci sarò un 'open day' per trovare 35 nuovi lavoratori tra operatori e manutentori

Di Filippo Schwachtje - 18 ottobre 2021 - 18:14

AVIO. Entrando nello stabilimento aviense di Bertagni 1882, il più antico produttore di tortellini in Italia che oggi imbusta circa 600 tonnellate di prodotto alla settimana nei due impianti ad Arcugnano e a Borghetto d'Avio, si rimane immediatamente colpiti dall'incredibile processo automatizzato che, dalla realizzazione del ripieno alla pasta fresca, porta nei negozi di oltre 43 nazioni in 5 continenti uno dei più famosi prodotti della tradizione italiana. “Ma i macchinari non sono tutto – spiega il presidente di Bertagni 1882, Antonio Marchetti - la crescita dell'azienda va di pari passo con la crescita del personale, che per noi è un investimento fondamentale”. Con i volumi di vendita dell'azienda che nel 2020 hanno toccato un +22% e un investimento di 30 milioni di euro negli ultimi tre anni (che hanno portato all'apertura di 5 nuove linee produttive), nello stabilimento aviense c'è però bisogno ora di nuovi collaboratori, che al momento non si trovano: Bertagni ha quindi deciso di organizzare un 'porte aperte' venerdì 22 ottobre alle 17 e 30 per permettere a chiunque fosse interessato di entrare in fabbrica, incontrare il management, chiedere informazioni e lasciare il proprio curriculum. L'obiettivo è trovare 35 nuovi addetti tra operatori e manutentori

“Nell'anno della pandemia – spiega Marchetti – il nostro fatturato è cresciuto del 22% e abbiamo visto aumentare gli ordini con picchi che sono arrivati a toccare anche il 40%. Se avessimo avuto tre fabbriche anziché due, in quel periodo le avremmo fatte funzionare tutte: bisogna tener conto però che per ogni rialzo del 5% del fatturato abbiamo bisogno di almeno 30 lavoratori in più”. Al momento nei due stabilimenti dell'azienda lavorano circa 550 persone, delle quali circa 140 ad Avio, dove però l'obiettivo è di arrivare in tutto a 230 operatori. “Impieghiamo circa 12 mesi per insegnare a lavorare la pasta fresca come la facciamo noi – spiega il presidente di Bertagni 1882 – utilizzando ingredienti naturali e selezionati, senza l'aggiunta di acqua e con una lavorazione industriale certosina e di grande qualità. Per questo l'investimento nelle persone, nei collaboratori, è per noi la scommessa più importante. Nonostante il significativo supporto delle istituzioni locali non riusciamo però a trovare altro personale qualificato da assumere ad Avio. Un limite che sta diventando preoccupante e che ci ha costretto a rinunciare ad alcune importanti commesse”. Parlando di numeri: per arrivare a sfornare 300 tonnellate di prodotto, in Veneto ci sono voluti 15 anni, in Trentino solamente 3, un aumento vertiginoso che, se da un lato testimonia il successo dell'azienda (che lavora per il 95% con l'estero), dall'altro comporta molte difficoltà da un punto di vista organizzativo e logistico, tra le quali la necessità di trovare velocemente nuovi lavoratori.

La mancanza di personale comunque, al momento è un problema trasversale che accomuna moltissimi ambiti lavorativi in tutto il Paese, dove pare sia sempre più difficile riuscire a far incontrare domanda e offerta, e che ha portato Bertagni 1882 addirittura ad esporre un'enorme 'striscione' da oltre 10 metri con la scritta "cerchiamo personale" fuori dalla fabbrica. In ogni caso, le posizioni offerte dall'azienda (che come detto cerca 35 nuovi addetti tra operatori e manutentori), prevedono una stipendio di partenza, netto, di circa 1.450 euro mensili. “L'idea dell'open day – continua Marchetti – ha già riscontrato un buon successo in termini di adesioni (circa 50 persone) e, se sarà necessario, riproporremo l'iniziativa prima della fine dell'anno per permettere a chiunque fosse interessato ad un lavoro nella nostra azienda di conoscerci in prima persona e di farsi un'idea dell'ambiente in cui operiamo”. Ambiente che, assicura il presidente di Bertagni 1882, vuole essere in primo luogo propositivo, premiando “chi pedala, non chi sgomita” e facendo della collaborazione uno degli asset fondamentali, per continuare a produrre con l'approccio quasi 'sartoriale' che ha permesso all'azienda di esportare i loro prodotti in tutto il mondo. “In questa fase in particolare – dice Marchetti – abbiamo voluto venire incontro ai nostri lavoratori istituendo un punto tamponi per i non vaccinati e fornendo a tutti, anche ai vaccinati, un buono giornaliero per l'acquisto del pasto, soldi che i dipendenti possono spendere come preferiscono e che per chi non è vaccinato possono servire a calmierare il costo dei test”.

“Per noi – sottolinea Enrico Bolla, amministratore delegato Bertagni 1882 – questo è un impianto sul quale sperimentare le più moderne tecnologie disponibili sul mercato e in gran parte progettate e realizzate da noi stessi. Sulle linee produttive più innovative siamo in grado di preparare tortellini e ravioli di 400 diversi assortimenti”. Ma le macchine non 'girano' senza le persone. Per attrarre nuovi collaboratori Bertagni 1882 ha anzitutto lavorato sulla propria offerta, immaginando anche un sistema di incentivi e benefit riservati al personale. “Per i nuovi assunti provenienti da altre Regioni, durante l’iniziale periodo di prova e di inserimento in azienda – spiega Bolla - sarà attivato un servizio di 'alloggio gratuito' in modo da sollevare l’operatore da un onere altrimenti proibitivo, almeno fino alla stabilizzazione del contratto”. L'appuntamento è quindi nello stabilimento di Bertagni 1882 a Borghetto d'Avio (località Campagnole 1) venerdì 22 ottobre alle 17 e 30. 

 

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