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Famiglie con bambini usano il Sacrario del Grappa come pista per slittare. I militari costretti a intervenire per allontanarli

Nella mattinata di sabato 6 febbraio, alcune persone sono state allontanate dal Sacrario Militare del Monte Grappa. Stavano usando bob e slittino all’interno del perimetro del monumento dedicato ai caduti della Prima guerra mondiale. Una situazione simile si era verificata già a dicembre quando ad essere immortalati in una foto che ha fatto il giro del web erano dei giovani con lo snowboard

Di Marianna Malpaga - 06 febbraio 2021 - 16:53

PIEVE DEL GRAPPA. “Attenzione a quello che fate”. Inizia così il post di Meteo Bassano e Pedemontana del Grappa, che nella mattinata di sabato 6 febbraio segnala con una foto alcune famiglie che usano bob e slittino lungo il pendio che porta al Sacrario Militare del Monte Grappa di Pieve del Grappa, a 1776 metri d’altezza, uno dei principali monumenti italiani che commemorano i caduti della Prima guerra mondiale.

 

Le persone sono state allontanate dai due militari che sono in servizio al Sacrario Militare. “Facciamo l’impossibile per evitare che si verifichino certe situazioni – spiega uno dei militari in servizio - non è facile, certo, perché alcune persone non si rendono conto di trovarsi di fronte a un monumento storico che va preservato. Stamattina siamo stati costretti ad allontanare quel gruppo di persone”.

 

Non è la prima volta che il Sacrario, che contiene i resti di 12.600 soldati italiani e 10.200 soldati austro-ungarici, si trasforma in una pista dove muoversi con sci, snowboard e slittini. Già a dicembre una foto pubblicata da un utente sul gruppo Facebook “Amo il Monte Grappa e dintorni…” immortalava due ragazzi che, con lo snowboard, si avventuravano lungo il perimetro del Sacrario. “Lo schifo – scriveva nel post a corredo dell'immagine - ho provato a far capire che non è il luogo adatto, ma niente… no comment. Faccio snowboard da 25 anni, non meritate questo sport e non meritate la montagna, figuratevi il Grappa”.

 

“Non ci sono controlli”, “Lo schifo, non vi meritate la montagna”, “Sfregio alla storia e alla memoria”. I commenti sotto la foto sono arrivati numerosi, tanto che dopo un po’ di tempo l’amministratore della pagina li ha disattivati. La vicenda era stata nondimeno ripresa da gran parte dei media veneti.

 

 

Il Sacrario è uno dei luoghi più importanti che commemorano i morti della Grande Guerra. È stato costruito tra il 1932 e il 1935 dall’architetto Giovanni Greppi e dallo scultore Giannino Castiglioni. I resti dei soldati italiani e austro-ungarici sono conservati in due strutture distinte ma perfettamente collegate tra loro.

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