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Fridays for Future, centinaia di ragazzi in piazza per l'ambiente (LE FOTO). "Si tratta del nostro futuro, senza pianeta non ne avremo uno"

Da via Verdi alle Albere il "biscione" colorato di studenti ha attraversato tutta la città chiedendo un cambio di rotta verso un futuro più green. Molte le realtà presenti alla manifestazione, tra cui anche i sindacati. Grosselli: "È finito il tempo della transizione, ora bisogna parlare di rivoluzione ecologica e deve essere al centro del Pnrr"

Di Mattia Sartori - 24 September 2021 - 12:01

TRENTO. La pandemia sta allentando la presa, ma il cambiamento climatico no e i ragazzi di Trento hanno deciso di far sentire la propria voce. Sono centinaia i giovani che oggi sono usciti da scuola e si sono riversati in piazza e per le strade della città per manifestare contro l’aumento delle temperature e a favore di un futuro più attento, più green. “Oggi saltiamo le lezioni per darne una al mondo”, si legge su uno dei tanti cartelli colorati.

 

 

La manifestazione di oggi a Trento rientra nell’iniziativa “Fridays for Future”, la marcia globale che chiede alle istituzioni più attenzione alle questioni ambientali e di invertire la rotta con politiche mirate a contrastare i cambiamenti climatici causati dall’uomo. L’iniziativa nasce sull’onda del pensiero dell’attivista 18enne Greta Thunberg, che nel 2018 aveva lanciato questa manifestazione.

 

Trento, come molte altre città in Italia, ha risposto anche quest’anno all’appello, scendendo in piazza per un futuro migliore. Il corteo si è riunito in via Verdi alle 9 e nel corso della mattinata ha pacificamente attraversato la città, arrivando infine alle Albere. Striscioni e cartelloni a colori vivaci hanno riempito le strade del capoluogo in mano agli studenti che chiedono di essere ascoltati.

 


 

Siamo qui per portare all’attenzione delle persone le tematiche ambientali, si tratta del nostro futuro. Senza pianeta non ne avremo uno”, ci dicono alcune ragazze del liceo Da Vinci.

 

Andrea, uno degli organizzatori della manifestazione, spiega: “Siamo tornati a manifestare perché ancora non è cambiato niente. La pandemia non è arrivata dal nulla come una punizione divina, ma è causata dalle azioni dell’uomo, che è sempre più affamato di territori, di foreste e di ecosistemi e così facendo crea sempre più instabilità nei bacini animali e nei cicli dei patogeni, causando salti di specie come quello fatto dal virus. Se non si cambia qualcosa questa non sarà l’unica emergenza sanitaria che dovremo affrontare”.

 


 

Noi siamo convinti che si possa cambiare – continua -. Dopotutto siamo i “Fridays for Future”, non i “Fridays no Future”. Il nostro obiettivo è cercare di invertire la rotta, parlando ai potenti del mondo che invece continuano a sostenere una dinamica di estrattivismo e di consumo sfrenato”.

 

Per raggiungere il proprio obiettivo i ragazzi vogliono un posto al tavolo della Pre-Cop di Milano, l’incontro dove i ministri di una cinquantina di Paesi siederanno insieme per discutere e approfondire alcuni degli aspetti che verranno poi portati alla Cop26, la conferenza sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite. “Assieme ad altre realtà abbiamo lanciato un Climate Camp dal 30 settembre al 3 ottobre in occasione della Pre-Cop – spiega Andrea – per cercare di farci sentire e di parlare direttamente ai potenti e fargli capire che non si può più aspettare. False soluzioni e politiche di greenwashing non possono più essere tollerate”.

 


 

La manifestazione degli studenti trentini ha avuto anche il sostegno di parte della politica e dei lavoratori. Nel corteo per esempio erano presenti alcuni rappresentanti sindacali, come Andrea Grosselli, segretario della Cgil, che a ilDolomiti dichiara: “È un segnale importante perché coi successi della campagna vaccinale possiamo tornare a parlare dell’altra grande vera emergenza per il mondo: il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici. Per noi essere qui significa mettere al centro del prossimo grande dibattito nazionale e provinciale la questione della sostenibilità. Bisogna agire subito e farlo tutti con coerenza, sia dal punto di vista individuale che collettivo. La politica deve capire che è finito il tempo della transizione, ora bisogna parlare di rivoluzione ecologica e deve essere al centro del Pnrr come chiede l’Europa. Bisogna cambiare il modello di sviluppo e svoltare con decisione verso il green perché altrimenti il pianeta non regge”.

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