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Furto d'acqua, il Comune presenta il conto a due agricoltori: 110 mila euro

I due agricoltori sono stati denunciati nel settembre scorso dopo le indagini portate avanti dai carabinieri di Borgo Valsugana. Ora il Comune ha presentato la cartella dei tributi non versati

Pubblicato il - 12 marzo 2021 - 08:33

BASELGA DI PINE'. Una cartella da 110 mila euro. E' questo il conto, riguardante i tributi non versati, che il Comune di Baselga di Pinè ha presentato a due agricoltori che nel settembre dello scorso anno sono stati accusati di un prelievo abusivo di acqua.

 

A sei mesi circa dalla denuncia ora è arrivata dall'Amministrazione comunale la maxi cartella da pagare e dall'altro, le indagini portate avanti hanno stabilito che il prelievo avrebbe portato ad un danno erariale di 218 mila euro.

 

La vicenda, come detto, è stata denunciata lo scorso settembre. I due agricoltori erano riusciti a sottrarre migliaia di euro di acqua pubblica per coltivare fragole a danno del Comune. (QUI L'ARTICOLO)

 

A scoprire quello che stava succedendo sono stati carabinieri di Borgo Valsugana. Dalle indagini condotte dai militari è emerso che i due denunciati, specializzati nella coltivazione di fragole in serra, nel corso degli anni hanno sottratto acqua pubblica dalla rete di distribuzione principale, allacciandosi al serbatoio idrico, con non pochi disagi per la popolazione, che soprattutto durante i periodi estivi, ha patito la penuria d’acqua, costringendo il Comune a reintegrare le scorte con l’impiego di autobotti.

 

I due imprenditori sono così riusciti, contenendo i costi di produzionea raddoppiare il numero delle piante coltivate. Le fragole infatti, di per sé, richiedono un’irrigazione generosa e le ingenti quantità d’acqua disponibili, hanno consentito loro di garantirsi una sovra produzione, idonea anche a sostenere una fiorente esportazione transfrontaliera. Il furto di acqua dalla rete pubblica è stato attuato con un complesso sistema idraulico abusivo, composto da numerose cisterne, pompe e centinaia di metri di tubature, in gran parte interrate, che hanno reso gli accertamenti particolarmente difficili.

 

Ad oggi la difesa dei due indagati nega tutto e sarebbe già pronto il ricorso davanti al giudice tributario.

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