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''Il ronzio delle sue creature diventa più assordante. Impossibile accettare la sua tragica fine'', l'addio ad Andrea Paternoster il signore del Miele

Mieli Thun: “Siamo tutti certi che Andrea è e sarà in ogni ape che ci circonda, in ogni elemento della natura e in ogni respiro vitale che anima questo mondo. I suoi organi sono stati donati pensando a questa continuità di vita ed energie"

Di Nereo Pederzolli - 19 April 2021 - 08:30

TRENTO. Il ronzio delle sue creature diventa ancora più assordante. Impossibile accettare la tragica – e per versi assurda – fine di un vero interprete della cultura ambientale ancor prima che gastronomica. Andrea Paternoster era la testimonianza perfetta di come l’habitat possa garantire l’essenza della vita. Con le api a scandirne l’evoluzione. In tutto e per tutto.

 

Le custodiva non solo con amore, ma con loro – e tramite loro – sfidava ogni banalità, progettava e sperimentava piacevolezze infinite. Senza mai stravolgere l’ecosistema, anzi: era talmente integrato e consapevole del suo ruolo da considerarsi il più umile ‘servitore’ delle sue amatissime ‘ronzanti’.

 

Delle api sapeva tutto e – inutile sottolinearlo – anche di più. Sì, talmente competente da confrontarsi ad ogni livello e in ogni continente. Lo faceva senza anteporre al sapere la promozione dei suoi mieli. Tralasciava il fatto di essere l’imprenditore che ha rivoluzionato il settore. Parlava e suggeriva ogni variabile anteponendo le api, chiedendo tutela e rispetto.

 

I suoi mieli hanno rivoluzionato pure il packaging, contenitori innovativi, grafica essenziale e un marchio (Mieli Thun) in onore del castello cinquecentesco che domina la valle di Non, dove Andrea era nato e dove rendeva uniche le sue specialità apiarie

Poi con i mieli – non ha mai parlato ‘solo di un miele’ – riusciva ad emozionare anche il più scettico dei consumatori. Suggerendo abbinamenti, tecnica di degustazione, infinite sfumature, nozioni di cultura e altrettanto suggestive, godibili sensazioni. Dal mix per ottenere idromiele, pure per fare aceto di miele, con i fidati Amici Acidi.

 

Un portento anche nella comunicazione, immediatamente in sintonia per ogni singolare ’lezione sensoriale’.

 

Lo aveva sperimentato tra i primissimi simposi gastronomici promossi ancora quando Slow Food si chiamava Arcigola. Andrea è stato uno dei soci iniziali ad ostentare con orgoglio la chiocciola dorata. Era un suo simbolo, come color oro il suo abituale abbigliamento. Per rispetto delle api, per onorare l’andamento solare delle stagioni. A tutte le edizioni del Salone del Gusto, come di Terra Madre, era in prima fila, paladino di forme oneste di agroeconomia.

 

A Pollenzo dava lezioni con grandissima competenza, che diventavano coinvolgenti performance di creatività.

 

Instancabile divulgatore è riuscito a coinvolgere schiere di blasonati chef ( praticamente tutti gli ‘stellati’ hanno messo a frutto i suoi insegnamenti mielosi) senza mai tralasciare i sodali rapporti con i più convinti ‘artigiani del gusto’, quanti gestiscono osterie, pasticcerie, panifici o gastronomie dove il cibo è sinonimo di fraternità.

 

Ecco, Andrea, mielicoltore errante, era un vero alfiere della fraternità. Schietta, davvero solidale. Lo ho accompagnato più volte nel suo peregrinare. Difficile sintetizzare le esperienze, memorabili in quanto sincere. Appunto, fraterne. Trasportando arnie sul delta del Po, oppure solcando il Canal Grande su una barca carica di oltre 100 mila api, destinate ad un progetto (squisito) sull’isola di Sant’Erasmo, la laguna con il suo inconfondibile carciofo violetto. Una fraternità tragicamente interrotta. Che le sue api, fortunatamente, continueranno a suggerirci.

 

Ha combattuto fino alla fine con forza e tenacia, ma la battaglia questa volta era troppo grande, improvvisa e dura” viene riportato in un messaggio sulla pagina di Mieli Thun.

 

“Siamo tutti certi che Andrea è e sarà in ogni ape che ci circonda, in ogni elemento della natura e in ogni respiro vitale che anima questo mondo”. I suoi organi sono stati donati pensando a questa continuità di vita ed energie.

 

Messaggi di condoglianze e di ricordo in poche ore hanno inondato i social. Lacrime di chi conosceva Andrea Paternoster, la sua professionalità, la sua voglia di vivere. “E dire che il miele ed il vino non sono facilissimi da abbinare. Ma quanto è stato facile incontrarci, Andrea? Il territorio per te non era pura geografia, ma sapienza, conoscenza, profondità. Le api non hanno radici, ma i fiori sì, e tu hai provato ad esplorarle tutte, per ricavarne sapori e profumi. Abbiamo imparato da te, tu hai imparato da noi, e ci mancherai moltissimo. Buon viaggio Andrea, Vignaiolo del miele” scrivono in un messaggio i Vignaioli del Trentino.

 

I messaggi di cordoglio arrivano da ogni parte, dalla Sardegna all'Abruzzo e dall'estero dal Canada all'Illinois. Andrea è ricordato anche da Gambero Rosso, la più grande casa editrice di cibo-e-vino in Europa definendolo “Uno dei più grandi innovatori del settore apistico, e più in generale del mondo agroalimentare italiano”.

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