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Il viaggio del violoncello di ghiaccio dal Presena al Mediterraneo, il regista del docufilm Bungaro: “Parla di un ciclo di vita in cui è l'acqua l'elemento vivo”

Sarà oggi, mercoledì 20 ottobre, alla 21 la prima proiezione di N-Ice Cello, il docu-film realizzato dal regista Corrado Bungaro per raccontare il viaggio del violoncello scolpito dal ghiaccio del Presena e suonato dal maestro Giovanni Sollima: “Un percorso per ricordare a tutti l'importanza fondamentale dell'acqua per la sopravvivenza del pianeta”

Di Francesca Cristoforetti - 20 ottobre 2021 - 12:27

TRENTO. E' stato scolpito dal ghiaccio del Presena e dopo un viaggio di oltre mille chilometri è stato restituito al mare a Palermo: ecco la storia del violoncello di ghiaccio che mette in musica l'emergenza climatica. E' proprio l'acqua a diventare un simbolo all'interno del docufilm che racconta il viaggio dello strumento (N-Ice Cello), nato dal progetto personale del regista e ideatore Corrado Bungaro e che verrà proiettato questa sera (mercoledì 20 ottobre alle 21) al Cinema Astra a Trento. Con una particolare attenzione alle tematiche ambientali, l’innalzamento della temperatura, lo scioglimento dei ghiacciai, il film infatti pone al centro del suo racconto l’acqua, elemento da cui il violoncello nasce e in cui muore.

 

“Ho voluto trovare un modo di portare lo strumento nei teatri per mostrare l’alto valore simbolico dell’acqua ghiacciata e del suo suono – spiega Bungaro – questo viaggio ricorda a tutti l’importanza fondamentale dell’acqua per la sopravvivenza del pianeta”. Il docufilm, girato nel 2018, segue infatti il viaggio dello strumento, dalla sua creazione a 2.800 metri di altitudine, sul ghiacciaio Presena in Trentino per mano dell’artista e liutaio americano Tim Linhart al suo scioglimento in mare, nelle acque a largo di Palermo. Un viaggio incredibile di un violoncello che trova vita grazie alle mani del suo musicista Giovanni Sollima in città simbolo della cultura italiana, a Trento, Venezia, Roma e Palermo, dove viene suonato in una bolla trasparente con una temperatura interna variabile tra cinque e otto gradi centigradi sotto lo zero.

 

“N-Ice è un gioco di parole, perché ‘nice’, bello in inglese, contiene anche la parola Ice, ghiaccio” sostiene il regista. Il docufilm, già presentato in anteprima nazionale al Trento Film Festival 2021, sarà portato nelle sale cinematografiche in un tour italiano che comprenderà le tappe già percorse dallo strumento durante le riprese. Le proiezioni avverranno parallelamente allo svolgimento della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Cop26), programmata a Glasgow dal 31 ottobre al 12 novembre 2021, di cui Bungaro ha interpretato e anticipato in chiave artistica i temi. La prima proiezione è programmata per mercoledì 20 ottobre alle 21 al Cinema Astra di Trento, dove seguirà l’incontro con l’autore e regista del film per dialogare con il suo pubblico, insieme ad alcuni protagonisti della storia, Tim Linhart e Alpha Condé. Il film è stato prodotto nel 2020 da Wasabi filmakers e NaturalMente ArtEventi, con il sostegno del Muse, Casa Musicale Sonzogno, Trentino Marketing, Apt Val di Sole, Ponte di Legno Tonale.

 

Che tipo di viaggio è stato questo e cosa rappresenta?

 

È stato un viaggio simbolico. Questa è la storia di un violoncello, una creatura nata sul ghiacciaio Presena, e della sua morte nel Mar Mediterraneo. Parla di un ciclo di vita, come se fosse un essere umano, in cui l’acqua è l’elemento vivo. Tim Linhart con l’acqua ghiacciata crea questo strumento e nell’acqua poi esso si dissolve. Abbiamo girato le tappe successive con un van-freezer per trasportarlo, con tutte le complicazioni del caso. Ad ogni tappa ci siamo fermati per suonarlo, grazie al violoncellista e compositore Giovanni Sollima. Questa straordinaria impresa vuole anche testimoniare le fragilità del nostro tempo. Vengono toccati anche dei grandi temi di urgente attualità quali il mutamento climatico, l’innalzamento della temperatura, lo scioglimento dei ghiacciai, la crisi dell’acqua e le inevitabili conseguenze sociali e umanitarie a livello planetario.

 

Quanto è durato il viaggio e dove si sono svolti i concerti?

 

Il viaggio in se è durato una decina di giorni. Il tour partito da fine gennaio 2018 fino al 11 febbraio. La prima tappa è stato il concerto al Muse di Trento, la seconda a Venezia presso l’Isola di San Giorgio, nella Basilica di fronte a San Marco. La terza a Roma, presso il Planetario, Terme di Diocleziano. Ultima tappa a Palermo, al Teatro Politeama. Mentre nelle prime tre tappe Sollima ha suonato solo, la meta di Palermo prevedeva un’evoluzione: suonare con l’orchestra sinfonica siciliana. Giovanni Sollima ha eseguito un suo brano, scritto per il progetto, che è N-ice cello Concerto, una sua composizione originale per ice-cello e orchestra ad archi.

 

Perché la scelta di queste città e perché Palermo come meta finale?

 

Queste tappe attraversano simbolicamente città di cultura e arrivano a Palermo, capitale della cultura nel 2018. Io volevo poi che questa creatura nata sul ghiacciaio venisse sciolta nelle acque del Mediterraneo. In più Giovanni Sollima è palermitano ed è uno dei massimi violoncellisti a livello internazionale, secondo compositore italiano più eseguito al mondo e grande performer.

 

Lei è il regista, ma soprattutto ideatore. Da dove nasce questa idea?

 

È un progetto personale che ho ideato a fine 2017. C’è una relazione di anni, dal 2009 circa, con l’artista Tim Linhart e Giovanni Sollima. Ho conosciuto Linhart nel 2007 sul ghiacciaio della Val Senales, in Alto Adige, quando sono stato chiamato a ricoprire il ruolo di direttore musicale del Festival Internazionale Ice Music, dedicato agli strumenti musicali di ghiaccio costruiti dallo stesso Linhart ed interpretati da arditi musicisti a 3.200 m di quota, all’interno di un grande igloo, un vero e proprio ice-theater. È stata un’esperienza unica e indimenticabile. In quell’occasione ho invitato Giovanni Sollima a metter per la prima volta le mani su un violoncello di ghiaccio. Il risultato è stato eclatante, e l’incontro musicale e umano tra me, Sollima e Linhart entusiasmante, tanto da lasciare una traccia indelebile nel tempo. A distanza di circa 10 anni ho sentito forte il desiderio di raccontare questa storia. L’idea in se nasce dal fatto che gli strumenti di ghiaccio di solito devono stare nel loro ambiente naturale, che è il ghiacciaio, perché per vibrare e suonare devono mantenere una temperatura sotto lo zero. Cosa diversa è portare una di queste creature nelle varie città, nei teatri. Operazione non semplice, perché bisogna riuscire a mantenere la temperatura. È stata architettata una bolla trasparente e il trasporto dello strumento con questo van-freezer.

 

È stato un percorso ricco di incontri, tra cui anche quello di un migrante, Alpha Condé. In che modo si ricollega all’elemento dell’acqua?

 

Abbiamo attraversato l’Italia in un viaggio da Nord a Sud, un percorso al contrario. Un viaggio dove si aggiungono persone, che raccoglie. Parlo di un viaggio al incontrario rispetto alla rotta dei migranti, che sarà un tema che emergerà nella storia. Lungo la strada infatti ho incontrato Alpha, un giovane africano richiedente protezione internazionale, della Guinea, arrivato qualche anno fa in Trentino. Lui rappresenta questa parte: gli ho chiesto di unirsi alla compagnia, per raccontare la sua storia di migrante forzato, mentre percorrevamo al contrario quel viaggio disperato di attraversamento del mare Mediterraneo che compiono ogni giorno migliaia di essere umani. Ha raccontato una storia importante, anche se minore. Il tema dell’acqua si collega a ciò che noi prendiamo dai paesi in via di sviluppo, è una sorta di atto di “restituzione”.

 

Altri personaggi importanti incontrati nel viaggio?

 

Hanno partecipato anche Patrizio Roversi, noto conduttore televisivo italiano, narratore in chiave da viaggiatore e Mimmo Cuticchio, il più grande puparo siciliano che qui rappresenta la sicilianità. Tra le altre testimonianze quella di Alex Zanotelli, missionario comboniano, incontrato a Napoli, che ha espresso la propria vicinanza a questa iniziativa e al valore simbolico di questa azione.

 

 

A livello di riconoscimenti e distribuzione invece?

 

La prima del film è stata proiettata al Trento Film Festival a maggio 2021. Ci piaceva l’idea che fosse qui, da dove è partito tutto. Ci hanno contattato poi dalla piattaforma ministeriale Itsart.tv (creata dal Mibact), su cui caricheremo il film prossimamente. E’ in corso anche tutta l’interlocuzione con i festival fuori dall’Italia, di cui si sta occupando Intramovies. Il giornale della musica nel 2018 poi ha inserito questo tour nella top 10 dei migliori concerti sinfonici del 2018. Sono state delle grandi soddisfazioni.

 

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