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Un ''fiume'' di copertoni. Nel Passirio scoperta dai pescatori una discarica a cielo aperto con decine di pneumatici (LE FOTO)

Grave episodio di inquinamento ambientale scoperto questo weekend nel torrente del Passirio. Un guardiapesca della Fipsas si è imbattuto in decine di copertoni abbandonati nel corso d'acqua meranese. "Purtroppo invece di trovare trote e temoli, ho trovato una vera e propria discarica abusiva di vecchie gomme e immondizie"

Di Mattia Sartori - 18 maggio 2021 - 17:33

MERANO. Fiumi trasformati in discariche a cielo aperto e pescatori che invece di prendere pesce devono passare le giornate a “pescare” rifiuti. È un problema più comune di quel che si pensi e rischia di compromettere seriamente il patrimonio naturale e ambientalistico locale e nazionale.

 

È quello che è successo sul Passirio, alla confluenza con l’Adige, dove sabato 15 maggio un guardiapesca della Fipsas di Bolzano, arrivato sulle rive del fiume per una tranquilla battuta di pesca, si è trovato davanti a uno spettacolo orrendo: decine e decine di copertoni, accompagnati da altri rifiuti, abbandonati nel fiume.

 


 

“Ero andato lì per pescare – racconta a ilDolomiti -, volevo semplicemente passare una giornata in riva al torrente a godermi la natura. Purtroppo invece di trovare trote e temoli, ho trovato una vera e propria discarica abusiva di vecchie gomme e immondizie nella zona di confluenza tra Passirio e Adige. Li ho ammucchiati a riva per evitare che con l’alzarsi dell’acqua la corrente se li portasse via. Stimo di averne trovati tra i 60 e gli 80, questo senza contare quelli sommersi e quelli già portati a valle dalla corrente”.

 

“Solo due mesi fa eravamo intervenuti con un gruppo di volontari per bonificare la zona ed avevamo tirato su così tanti rifiuti da riempire un container. Non è possibile che dopo soli due mesi la situazione sia di nuovo disastrosa, è una vergogna”.

 


 

“Come è possibile – aggiunge il guardiapesca esasperato – che ad appena un centinaio di metri dalla città di Merano, dalla bellezza, dall’ordine e dalla pulizia che la caratterizzano, si trovi un simile obbrobrio. Ma non si tratta soltanto di una questione estetica: comportamenti di questo genere rovinano la natura per noi e per le generazioni successive, non possiamo permetterlo”.

 

Perfettamente comprensibile la reazione del guardiapesca, soprattutto visto il luogo in cui ci si trova. In una provincia come quella di Bolzano, che della bellezza e della pulizia del proprio territorio fa motivo di vanto, non si può permettere una situazione simile.

 


 

Ho già avvisato gli enti di competenza – conclude il guardiapesca -, che ci hanno aiutati in diverse altre occasioni a ripulire. Quello che mi aspetto come cittadino, però, è una risposta della politica che impedisca il ripetersi di simili situazioni”.

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