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Lavoro minorile, i volontari trentini in Vietnam: “500 bambini aiutati con il sostegno a distanza, attivo da oltre quindici anni”

Sono 152 milioni, secondo le stime dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, i bambini tra i 5 e i 17 anni vittime del lavoro minorile. In Trentino, si occupa di questo tema Gtv (Gruppo Trentino di Volontariato), che lavora principalmente in Vietnam e che contrasta il lavoro minorile promuovendo l’accesso all’istruzione per i più piccoli. In questi anni, sono stati aiutati circa 500 bambini

Di Marianna Malpaga - 14 June 2021 - 11:40

HANOI (VIETNAM). Nel mondo, 152 milioni di bambini tra i 5 e i 17 anni sono vittime del lavoro minorile, e il Covid-19 non ha fatto altro che peggiorare la loro situazione. La stima è dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, che si occupa da sempre di questi temi, di cui si è tornati a parlare in occasione del 12 giugno, Giornata internazionale contro lo sfruttamento minorile. E il 2021 è un anno particolare, perché l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha scelto che fosse “l’Anno Internazionale per l’eliminazione del lavoro minorile”.

 

Anche in Trentino ci sono alcune organizzazioni che si occupano di contrastare il lavoro minorile. Tra queste, c’è Gtv (Gruppo Trentino di Volontariato), che ha una sede a Trento e una ad Hanoi, capitale del Vietnam.

 

 

Come contrastare il lavoro minorile? La chiave, come ci spiega Laura Paternoster, presidente di Gtv, è l’educazione. “Da oltre quindici anni portiamo avanti un programma di sostegno a distanza, per facilitare l’accesso all’istruzione - spiega Paternoster -. Le famiglie più povere, infatti, non possono permettersi le spese scolastiche e hanno bisogno del contributo dei figli e delle figlie per il sostentamento del nucleo familiare”.

 

Gtv opera ad Ha Giang, una provincia montuosa nel nord del Paese, a 30 chilometri dal confine con la Cina. “Si tratta di una zona isolata, dove abitano alcune minoranze etniche e nella quale il problema del lavoro minorile esiste ancora – racconta Paternoster -. Complessivamente, però, bisogna dire che dal 2000 ad oggi il Vietnam ha fatto degli enormi progressi in termini di riduzione del lavoro minorile, che attualmente si aggira attorno al 6 per cento. Di questo 6 per cento, una parte si concentra proprio ad Ha Giang, ed è per questo che abbiamo voluto intensificare il progetto di sostegno a distanza”.

 

 

Nel mondo, il lavoro minorile coinvolge soprattutto il settore dell’agricoltura. In Vietnam, i bambini vengono impiegati perlopiù nell’agricoltura familiare. “Ha Giang è un territorio che vive di agricoltura familiare – spiega Paternoster – e il problema del lavoro minorile è circoscritto quindi a questo settore. Una famiglia povera, chiaramente, ha bisogno dell’aiuto del figlio o della figlia per portare avanti un’agricoltura di sussistenza”.

 

Finora sono stati aiutati 500 bambini e bambine, accompagnati fino all’età di quattordici, quindici anni, grazie all’aiuto di un collaboratore locale che opera ad Ha Giang. Come funziona il programma di sostegno a distanza? I sostenitori italiani versano una quota di 300 euro all’anno. “La maggior parte di questa quota serve per sostenere il bambino, quindi per pagare le tasse scolastiche e per l’acquisto di materiali – dice la presidente di Gtv -. Un’altra parte, invece, va alla comunità scolastica, perché ci siamo accorti che le scuole sono spesso molto fatiscenti. Sostenere l’educazione, quindi, non vuol dire solamente pagare le tasse ai bambini, ma anche fare in modo che la scuola funzioni. Significa fare in modo che ci siano edifici stabili, con tetti normali, da cui non filtri l’acqua, e che ci siano anche degli arredi funzionali alle esigenze didattiche e una cucina che funziona, oltre che una buona nutrizione”.

 

 

Il Covid-19, e la conseguente chiusura delle scuole, hanno avuto un impatto negativo per i bambini che abitano nei Paesi in via di sviluppo. In Vietnam, la variante sta mettendo sotto pressione il Paese, anche se la provincia di Ha Giang, al momento, è più tranquilla rispetto ad altre zone. “Bisogna pensare che ci troviamo al confine con la Cina, dove i controlli sono molto ferrei”, spiega Laura Paternoster.

 

Oltre al lavoro sull’educazione, Gtv si occupa anche di sostenere le piccole imprese familiari. “Abbiamo appena chiuso un progetto a Son Doong – spiega la presidente – che aveva l’obiettivo di far uscire le piccole imprese dalla loro routine di sopravvivenza, per riuscire a raggiungere una produzione che permetta loro di generare più reddito. Nel contesto dove operiamo, poi, è importante lavorare sulla nutrizione. Perciò, aiutati dalle autorità locali, abbiamo realizzato alcuni progetti di orti didattici nelle scuole, per migliorare la nutrizione dei bambini”.

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