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“Li abbattiamo come i vitelli”, torture contro i detenuti: arrestati 26 agenti della penitenziaria. Il Gip: “Orribile mattanza”

Sono 52 le misure cautelari eseguite in questi giorni contro gli agenti di polizia penitenziaria accusati di aver picchiato e torturato i detenuti del carcere di Santa Maria Capua Vetere. Nei video diffusi si vedono i carcerati costretti a passare fra due cordoni di agenti che li picchiano anche a colpi di manganello

Foto d'archivio
Di Tiziano Grottolo - 29 giugno 2021 - 20:04

CASERTA. “Li abbattiamo come i vitelli”, “Domate il bestiame”, “Quattro ore di inferno per loro” e “Non si è salvato nessuno”, sono questi alcuni dei messaggi che sarebbero in possesso degli inquirenti che stanno indagando sulle violenze avvenute all’interno del carcere di Santa Maria Capua Vetere a Caserta. A parlare nei messaggi sono gli agenti della polizia penitenziaria coinvolti nell’indagine, 52 le misure cautelari eseguite in questi giorni, che sono accusati di aver picchiato e torturato i detenuti su cui avrebbero dovuto vigilare.

 

Più nel dettaglio sono stati notificati 8 arresti in carcere, 18 arresti ai domiciliari, 3 obblighi di dimora e 23 interdizioni dall’esercizio del pubblico ufficio. Mentre i reati vanno dal concorso in torture pluriaggravate (per 41 agenti), maltrattamenti pluriaggravati, lesioni personali pluriaggravate, falso in atto pubblico (anche per induzione) aggravato, calunnia, favoreggiamento personale, frode processuale e depistaggio.

 

I fatti risalgono al 6 aprile 2020 quando i detenuti del carcere di Santa Maria Capua Vetere inscenarono una protesta dopo aver appreso che all’interno della struttura c’era stato un caso di Covid-19. A marzo all’interno di molte case circondariali erano scoppiate vere e proprie rivolte innescate dalla paura del contagio in relazione alle condizioni igieniche e di sovraffollamento all’interno delle strutture. Come se non bastasse, durante il primo lockdown erano state sospese sia le udienze dei procedimenti civili e penali pendenti che i colloqui con i famigliari. Durante le rivolte diversi detenuti persero la vita.

 

Il giornale “Domani” ha diffuso anche dei video delle violenze dove si vedono i detenuti costretti a inginocchiarsi faccia al muro e con le mani dietro la testa. In un secondo momento i carcerati sono costretti a passare fra due cordoni di agenti che li picchiano anche a colpi di manganello. C’è tanta violenza nelle immagine registrate dalla telecamere a circuito chiuso. Nell’ordinanza emessa dal Gip, riferendosi alle violenze contro i carcerati, si parla di una “orribile mattanza”: alcuni sarebbero stati denudati e portati in isolamento con modalità del tutto irregolari. Fra questi detenuti uno ha perso la vita (era il 4 maggio) dopo aver ingerito un mix di farmaci contenenti oppiacei.

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