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Medici, via libera al modello austriaco per la formazione specialistica. Widmann: ''Fondamentale, ne abbiamo bisogno negli ospedali e non solo in tempi di coronavirus''

I giovani che studiano in Austria, ha spiegato il direttore generale Florian Zerzer: "Devono avere anche la possibilità di formarsi come specialisti che lavorano nei reparti abilitati all’insegnamento dei nostri ospedali, nel contesto di un impiego retribuito"

Pubblicato il - 09 March 2021 - 16:33

BOLZANO. Via libera alla formazione specialistica dei giovani medici dell'Alto Adige secondo il modello austriaco. Per la provincia di Bolzano è stata una dura lotta, ma alla fine Italia e Austria hanno accettato.

 

Il sindacato dei medici Anaao aveva portato la questione davanti al giudice, ma ora la Provincia e l’Azienda sanitaria dell'Alto Adige hanno ottenuto la loro rivincita.

 

"La formazione specialistica – ha spiegato l'assessore provinciale Thomas Widmann - secondo il modello austriaco si è affermata come un importante percorso di formazione per gli studenti di medicina altoatesini e per noi è fondamentale che vada avanti. Il personale medico è molto richiesto, e non solo in tempi di coronavirus. La carenza di specialisti è a livello europeo, in particolare nel settore medico. Ecco perché da anni cerchiamo di riportare a casa gli studenti di medicina altoatesini".

 

Allo stesso tempo bisogna fare i conti con le concorrenziali condizioni offerte nei paesi vicini: “Da quando, nel 2019, era diventato possibile offrire la formazione specialistica secondo il modello austriaco, grazie ad un contratto di lavoro a tempo determinato, per gli specializzandi eravamo più attrattivi", spiega Widmann. Il tutto era stato preceduto da lunghe trattative di natura politica da entrambe le parti, ma la perseveranza alla fine ha dato i suoi frutti.

 

"Dobbiamo affrontare la realtà altoatesina: i giovani che studiano in Austria – ha spiegato il direttore generale Florian Zerzer - devono avere anche la possibilità di formarsi come specialisti che lavorano nei reparti abilitati all’insegnamento dei nostri ospedali, nel contesto di un impiego retribuito".

 

Il risultato è importante anche per i pazienti. In questo modo, infatti, c'è la garanzia che la formazione specialistica possa continuare sotto la guida di un cosiddetto tutor presso le cliniche abilitate all’insegnamento.

 

Più medici vi sono e più specialisti sono a disposizione dei malati. “Questo significa – ha spiegato la Provincia di Bolzano - anche avere maggiori possibilità che i giovani rimangano nella loro terra d’origine e non voltino le spalle al Sistema Sanitario altoatesino, dal momento che molti rimangono all'estero se la loro formazione specialistica si è svolta fuori dall’Alto Adige”.

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