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Mentre taglia l'erba centinaia di tifosi intonano: "Te la rasiamo noi" (IL VIDEO). Il vergognoso coro al Marassi

“Lascialo stare, il tagliaerbe, te la rasiamo noi”. Sono queste le parole che si è sentita intonare dagli spalti del Marassi un'addetta che stava lavorando sul campo di gioco prima di Sampdoria-Inter di domenica scorsa. L'avvocata Cathy La Torre: “Questa roba qui non è una goliardata. È violenza”

Di Filippo Schwachtje - 15 September 2021 - 13:44

GENOVA. Stava lavorando, spingendo avanti ed indietro sul campo il tosaerbe affinché il rettangolo di gioco, in vista del match di domenica tra Sampdoria ed Inter al Marassi, fosse in perfette condizioni, quando dagli spalti un gruppo di tifosi hanno iniziato ad intonare: “Lascialo stare, il tagliaerba, te la rasiamo noi”. Lei, l'addetta protagonista della vicenda, ha continuato a lavorare nonostante tutto, camminando avanti e indietro mentre sugli spalti centinaia di uomini intonavano cori sui suoi genitaligoliardia, dicono molti. Violenza, piuttosto.

 

“Lei sta lavorando mentre quegli uomini, che sono lì per divertirsi, intonano cori sulla sua vagina – ha scritto Cathy La Torre, avvocata specializzata in diritto antidiscriminatorio e tra le prime ad intervenire sulla vicenda – cori 'scherzosi', 'goliardici' li definiscono loro. Perché certo, è goliardico no? È divertente. Le matte risate, per chi canta. Anche se c'è da chiedersi se sarebbero stati dello stesso parere se al posto di quella ragazza ci fosse stata una loro figlia, o sorella o fidanzata o mamma. Anzi, loro stessi. Che mentre lavorano sentono cori di migliaia di persone sul proprio buco del c***. O sulle piccole dimensioni del proprio pene”.

 

I cori sono proseguiti mentre l'addetta lavorava finché, si vede nei video postati da diversi utenti sui social, ad un certo punto la donna sembra salutare la curva con la mano. “Dicono che la ragazza sorridesse – sottolinea La Torre a proposito – quindi tutto a posto no? Magari sorrideva per il nervosismo, o magari che diavolo avrebbe mai dovuto fare, fuggire in lacrime e lasciare il lavoro a metà prima di un match di serie A?”. Il punto, conclude l'avvocata: ”E' che questa roba qui non è una goliardata. E' violenza. Ed essere qui a doverlo ribadire, ancora una volta, è la cosa più drammatica di tutto”.

 

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