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Molotov contro il centro vaccinale, arrestati 2 'no vax'. Su Fb scrivevano: "Se vogliamo distruggere il nemico usiamo la stessa arma 'la paura'"

Si tratta di un 51 e un 52enne, arrestati dai carabinieri dei Ros, entrambi bresciani e del movimento no-vax, accusati di terrorismo

Pubblicato il - 01 maggio 2021 - 10:33

BRESCIA. “Se vogliamo distruggere il nemico dobbiamo usare la stessa arma 'la paura' e la loro paura è la nostra unione. Non ci sono altre soluzioni”. La frase è stata scritta poche ore prima sui social di uno dei due attentatori che il tre aprile scorso hanno cercato di incendiare l'hub vaccinale di Brescia. L'obiettivo era quello di bloccare e sabotare la campagna vaccinale in corso, intimidendo la popolazione ed alimentando il clima d’incertezza del particolare momento storico.

 

Gli autori sono due appartenenti ai 'No vax' che nelle prime ore di questa mattina sono stati arrestati dai Ros di Brescia che hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Brescia.

 

I due sono gravemente indiziati dei delitti di atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi (art. 280 bis c.p.) e porto e detenzione di armi da guerra (art. 4 l. 895/67) commessi ai danni del centro vaccinale di via Morelli a Brescia. Sempre nelle scorse ore sono state eseguite nelle province di Brescia e Verona delle perquisizioni nei confronti di alcune persone rientranti nel circuito relazionale degli indagati.

L'attentato incendiario, come già detto, è avvenuto il 3 aprile scorso quando i due individui hanno lanciavano due ordigni incendiari del tipo “molotov” che hanno causato dei danni ad uno dei padiglioni del complesso.

 

L’incendio alimentato dagli ordigni non si è fortunatamente propagato all’intero padiglione solo per la resistenza ignifuga della tensostruttura e per altre cause fortuite ma avrebbe potuto causare danni devastanti alla struttura nella quale erano stoccate diverse centinaia di dosi di vaccino. Danni che avrebbero potuto ripercuotersi negativamente sulla campagna vaccinale anti Covid19.

 

A pochi metri dal principio di incendio, infatti, corrono cavi elettrici che se fossero stati interessati dalle fiamme avrebbero interrotto l’alimentazione della catena del freddo così rendendo inutilizzabili i vaccini. Nel sito colpito vengono infatti somministrate circa 1000 dosi di vaccino al giorno.

 

Le indagini, condotte in tempi brevi anche mediante il ricorso alle intercettazioni telefoniche ed ambientali, si sono subito concentrate sull’analisi dei sistemi di videosorveglianza e rilevazione targhe dei veicoli presenti sul territorio, consentendo di individuare quello utilizzato dai due autore dell'attentato per raggiungere l’area teatro del fatto criminoso e indirizzare i due appartenenti aderenti alle tesi negazioniste e no vax manifestate in particolare attraverso il web e i social networks.

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